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Il Vallone dei Mulini a Sorrento

Vallone dei Mulini, 80067, Sorrento
Durata

30minuti

Le lingue

___

Partecipanti

Illimitato

Tipo

Parco o giardino

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Adatto ai bambini

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Adatto alle coppie

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Animali ammessi

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Parcheggio disponibile

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Senza barriere

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Supporti in lingua

Consigli per la visita

Services included

  • Esclusiva garanzia Movery soddisfatti o rimborsati
  • Servizio di assistenza turistica inclusa
  • Consegna biglietti istantanea
  • Si accettano biglietti su smartphone

Come arrivare a

  • Per raggiungere il punto di interesse, segui le indicazioni oppure lasciati aiutare dal tasto 'Ottieni indicazioni.'
  • Raggiungi il Vallone dei Mulini a Sorrento con i mezzi pubblici
  • Da Napoli è possibile raggiungere il Vallone dei Mulini a Sorrento con la Circumvesuviana che collega direttamente la Stazione di Garibaldi con quella di Sorrento. Da qui l’area si raggiunge in una decina di minuti a piedi, percorrendo per un tratto di circa 600 metri Corso Italia, andando oltre Piazza Tasso in direzione di Via Fuorilemura, da cui è possibile osservare uno scorcio sul vallone. 
  • Raggiungi il Vallone dei Mulini a Sorrento con l'auto
  • Si raggiunge facilmente con il proprio mezzo da Corso Meridionale, in direzione Via Galileo Ferraris. Tramite autostrada A3, proseguendo per la SS145 in direzione Sorrento. Una volta imboccata l’uscita bisogna proseguire su Via Fuorimura che affaccia proprio sul Vallone dei Mulini.n

Informazioni su questa attività

A pochi metri dalla principale Piazza Tasso di Sorrento, nascosto al di sotto del livello della strada, c’è uno dei principali simboli della città: un luogo misterioso e straordinario che ha resistito, seppur subendo alcune modifiche, al trascorrere inesorabile del tempo. Stiamo parlando dell’incredibile Vallone dei Mulini

Il Vallone è stato uno dei primi complessi industriali del borgo, che un tempo costituiva il centro nevralgico della città. Dopo l’abbandono, che avvenne sul finire dell’Ottocento, la valle divenne un suggestivo luogo naturale e incontaminato.

Turisti e visitatori si affacciano ancora oggi per scorgere questa antica testimonianza storica. Il sito, a detta della celebre rivista americana Buzzfeed, si annovera tra i 30 luoghi più affascinanti del pianeta, infatti nel 2013 ha ottenuto milioni di visualizzazioni facendo il giro dei social grazie all’importante contributo del profilo InstagramNature”.

Prima di arrivare alla centralissima Piazza Tasso, dopo una magnifica passeggiata tra le vie del centro storico di Sorrento, c’è una strada che costeggia la profonda valle: Via Fuorimura

Sporgendosi verso il basso dal parapetto stradale che costeggia la via, si possono ammirare le alte pareti rocciose che circondano una imponente e selvaggia vegetazione. Questa, resa florida dal forte grado di umidità che si aggira intorno all’80%, conta su svariate e numerose specie di alberi e arbusti, ma soprattutto felci, tra cui spicca per interesse botanico la rara Phyllitis vulgaris.

Le origini e la storia del Vallone

La valle ha avuto origine secoli fa, a seguito di un’imponente eruzione dei Campi Flegrei. I detriti che ricoprirono la zona modificarono profondamente l’aspetto del territorio. I corsi d’acqua del Casarlano e del Sant’Antonino confluirono in questo punto, scavando un profondo vallone che degradava verso il mare.

Durante il XVI secolo l’area venne contesa tra le proprietà delle famiglie locali dei Tasso, e in seguito dei Correale, grazie ai quali si ebbe la costruzione del Porto di Capo Cervo o Capo di Cerere, oggi chiamato Marina Piccola.

Successivamente, sulle sponde dei torrenti, venne costruito anche un esteso complesso che contava ben cinque mulini per la macinazione del grano. Nei pressi dell’area vennero aggiunti anche una segheria, dove gli ebanisti sorrentini lavoravano il legno, e un lavatoio, luogo d’incontro per le donne del popolo.

Nel 1842 una buona parte dell’area fu acquistata da Enrico Falcon, un giovane ingegnere napoletano di origini francesi, dal temperamento liberale e anticlericale. Il giovane intendeva riqualificare l’antico mulino per convertirlo ad una nuova tecnologia a vapore. Pochi anni dopo, nel 1848, fu costretto a scappare in Francia in quanto ricercato dalla polizia borbonica.

Il luogo, ormai indifeso, venne modificato dall’amministrazione locale, che decise di abbattere le mura della città e colmare una parte del vallone per conseguire l’importante opera di modernizzazione urbanistica. Gli abitanti lasciarono la valle che, una volta chiusa, divenne in parte invivibile e si trasformò nel luogo incontaminato e immutato che ancora oggi è possibile ammirare dall’alto.

Phyllitis vulgaris: la felce “lingua di cervo”

Nascosta tra la vegetazione spontanea del Vallone dei Mulini, cresce rigogliosa una particolare pianta indigena: la Phyllitis vulgaris o Asplenium scolopendrium. Si tratta di una felce, tra le piante più antiche del pianeta, che non presenta fiori né semi, subito riconoscibile dalle sue particolari foglie intere. Ognuna di queste può arrivare a misurare anche un metro e la loro forma ricorda vagamente un insieme di lunghe lingue. Ciò ha fatto sì che a questa grossa pianta venisse volgarmente associato il nome “lingua di cervo” o lingua cervina.

Protetta in alcune regioni italiane, questa felce è utilizzata sia in campo ornamentale che per le sue proprietà officinali. Citata già al tempo di Dioscoride, pare che la pianta fosse in grado di curare disturbi della milza e del fegato. Secondo il botanico Ray, in infusione come tisana o tritando in polvere le foglie essiccate, può essere tranquillamente utilizzata per contrastare le palpitazioni del cuore e i moti convulsivi.

Le cose più importanti da sapere sul Vallone dei Mulini

Il luogo sarebbe accessibile solo grazie ad un cancello, purtroppo sempre chiuso. Ciò ha reso il Vallone dei Mulini un’area praticamente incontaminata. L’abbandono ottocentesco e l’inaccessibilità del posto hanno donato al luogo un carattere sfuggente, misterioso, quasi selvaggio rispetto al contesto urbano in cui si ritrova.

Tra i panorami e i paesaggi protagonisti di foto e cartoline di Sorrento, il Vallone dei Mulini è uno dei simboli principali. Gli abitanti del posto e alcuni visitatori sperano ancora in una possente opera di riqualificazione e valorizzazione che possa rendere il sito un’attrazione turistica di meritevole rilievo.

Posizione dell'attività

Vallone dei Mulini, 80067, Sorrento

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