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Atrani, il più piccolo borgo d'Italia

Atrani, 84010,

Durata visita: 2h  - Accesso gratuito
  • Nessun supporto in lingua straniera

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  • Parcheggio non disponibile

    Parcheggio disponibile

  • Non adatto ai bambini

    Adatto ai bambini

  • Con barriere

    Senza barriere

  • Animali non ammessi

    Animali ammessi

Piccolo borgo marinaro gemello di Amalfi, Atrani è un suggestivo presepe di vicoli, scale, case sulla roccia ed ha conservato l'antica struttura medievale.

È il più piccolo comune d'Italia e l'unico che ha conservato realmente intatto il tipico aspetto da borgo di pescatori.

Perché visitare Atrani

Con i suoi vicoletti, le scalinate, gli archi, i contrasti meravigliosi di luci e ombre, i caratteristici piazzali, le chiesette, i giardini, il borgo di Atrani è un luogo assolutamente da visitare.

La Piazzetta di Atrani

Cuore della cittadina è la piazzetta di Atrani dove gli abitanti, giovani e meno giovani, si incontrano tra i tavolini dei bar e i ristoranti gustando le specialità del posto a pochi passi dal mare.

La piazza, originariamente creata come area di sosta per le barche in caso di mareggiate, si apre verso la spiaggia e verso il mare in uno spettacolo davvero affascinante.

La Chiesa di San Salvatore de Birecto

Proprio sulla piazzetta sorge la Chiesa di San Salvatore de Birecto: fu edificata nel X secolo ed è caratterizzata dal campanile a vela che sovrasta l'orologio nella facciata della chiesa, una porta in bronzo del 1087, donata da un ricco mercante e un pluteo marmoreo del XII secolo, raffigurante due pavoni e al centro un albero.

La Collegiata di Santa Maria Maddalena

Nel 1274 i cittadini di Atrani resero onore alla Maddalena per averli liberati da una guarnigione di soldati saraceni, fondando la Collegiata di Santa Maria Maddalena sul promontorio che domina il borgo, con una vista meravigliosa sul golfo di Salerno.

La Grotta del Masaniello

Proprio accanto alla collegiata della Maddalena c'è la Grotta del Masaniello, scolpita nella roccia e immersa nella fitta vegetazione circostante.

La Chiesa di Santa Maria del Bando

Sotto la Torre dello Ziro è incastonata un'antica cappella, la Chiesa di Santa Maria del Bando, raggiungibile attraverso qualche centinaio di scale, un percorso un po' faticoso ma che regala un panorama mozzafiato. Prende il nome dall'antica usanza di annunciare i bandi, le leggi e le sentenze dall'alto della sua terrazza.

La Grotta dei Santi

Poco distante dalla Torre dello Ziro e dalla Chiesa di Santa Maria del Bando si trova la Grotta dei Santi, una piccola cavità dal perimetro irregolare con pareti decorate da affreschi in stile bizantino risalenti al XII secolo, raffiguranti i Quattro Evangelisti. La grotta è infatti ciò che rimane del monastero benedettino dei Santi Quirico e Giulitta, fondato dall'arcivescovo Leone I nel 986.

La spiagga di Atrani

Il piccolo borgo di Atrani ha un'incantevole spiaggia di sabbia nera, immortalata in tantissime cartoline per la sua suggestiva posizione sotto degli archi. Qui si possono trovare dei stabilimenti privati e una piccola area di spiaggia libera.

Storia ddel borgo di Atrani

Fondato da alcuni abitanti della vicina Ravello, Atrani ha origini romane e si chiamava Atranum. Assunse il titolo di civitas con l'istituzione della Repubblica Marinara di Amalfi e nel periodo etrusco e greco fu un importante scalo marittimo.

La sua storia è strettamente connessa a quella di tutta la Costiera Amalfitana e nel corso degli anni tante popolazioni occuparono il borgo: prima i Normanni, poi i Svevi, i Francesi e i Spagnoli. Qui abitavano le famiglie più nobili della Repubblica Amalfitana e con l'ascesa dei Borbone nel 1734 Atrani da centro turistico diventò anche luogo di produzione di tessuti, carta, pasta. Lungo la vallata del Dragone si trovavano fabbriche di tessuti e pastifici e cominciò un florido commercio per il piccolo borgo.

L'alluvione del 2010

Il 9 settembre del 2010 ci fu un violentissimo alluvione e il fiume Dragone esondò invadendo Atrani, travolgendo tutto ciò che trovava. Due persone persero la vita: una giovane donna, Francesca Mansi, fu investita dal fiume colmo di fango, il suo corpo fu trovato solo un mese dopo vicino alle isole Eolie e l'anziano Francesco Corvino che riuscì a salvarsi inizialmente ma non riuscì superare le conseguenze dell'alluvione.

Le specialità gastronomiche di Atrani

Come tutti i paesi della Costiera Amalfitana, anche qui puoi gustare una deliziosa cucina locale. Le specialità di Atrani sono il sarchiapone e il pasticciotto.

Il sarchiapone è la pietanza del 22 luglio, la festa di Santa Maria Maddalena, cucinata dalle massaie con cura e devozione: cilindri di zucca verde svuotati e riempiti con carne tritata, mozzarella a dadini, parmigiano, salumi, sale e pepe, poi infarinati, fritti e infornati per circa mezz'ora con pomodoro, basilico e parmigiano. Un piatto che fa venire davvero l'acquolina in bocca e si chiama così perché ricorda il protagonista della Cantata dei Pastori, una figura secca e lunga proprio come la zucca.

Il pasticciotto è invece un dolce dagli ingredienti semplici ma davvero delizioso: crema pasticcera, fragrante pasta frolla e succose amarene. È nato da Francesco Cretella e la moglie Alda Pascale per accompagnare il caffè servito al bar della piazzetta di Atrani e da allora è diventato il pasticciotto atranese.

La festa di Santa Maria Maddalena

Ogni anno il 22 luglio ad Atrani si festeggia Santa Maria Maddalena, la patrona del paese. La festa comincia il giorno prima: si sfila lungo le vie del paese e la statua della Maddalena viene portata in processione sul piazzale. La mattina del 22 luglio comincia con un omaggio ai caduti davanti al monumento omonimo, vengono organizzati concerti durante la giornata e la sera, verso le otto, un'altra processione porta la statua nuovamente lungo le strade fini alla chiesa.

Curiosità sul borgo di Atrani

Nel 1923 l'artista olandese Escher arrivò ad Atrani e ne rimase folgorato, descrivendola come una delle sue mete preferite del periodo italiano. Ritrasse in numerose opere l'atmosfera magica e i giochi di luci e ombre dei vicoli del borgo.

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