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Parco Nazionale del Vesuvio

Piazzale di Quota 1000, 80056, Ercolano

Durata visita: 1h 40min  - Accesso gratuito
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Il territorio del Parco Nazionale del Vesuvio è una delle mete più visitate al mondo per il suo interesse naturalistico, archeologico, paesaggistico, geologico e per tutte le tradizioni gelosamente conservate legate a questo luogo unico. L'ente del parco nazionale del Vesuvio ha sede nel comune di Ottaviano ma si sviluppa in una vasta area attorno al complesso vulcanico del Vesuvio, accessibile da più parti. Il Parco Nazionale venne istituito il 5 giugno 1995 al fine di preservare i valori del territorio, di instaurare una corretta integrazione tra uomo e ambiente e per consentire attività di ricerca scientifica ed educazione ambientale.

Il territorio del Parco nazionale è tanto vasto da comprendere al suo interno numerosi comuni identificati, appunto con il nome di "comuni vesuviani" o più comunemente "paesi vesuviani".

Perché visitare il Parco Nazionale del Vesuvio

Nel Parco Nazionale del Vesuvio, sono presenti numerosi sentieri, tra cui 11 quelli ufficiali, che offrono l'opportunità di fare escursioni naturalistiche a tutto tondo, completamente immersi nella natura. Vi sono poi, zone attrezzate ad aree pic nic dove è possibile riposarsi. Le ricchezze naturalistiche quali flora e fauna, prolificano protette dalle norme vigenti relative al parco.

Lungo i sentieri si osserva chiaramente la storia vulcanologica del Vesuvio: è possibile seguire il percorso della colata di lava che ha caratterizzato le varie eruzioni ed ammirare le bocche laviche e il Gran Cono del Vesuvio stesso. Ai piedi del Vesuvio vi sono anche ricchezze archeologiche uniche: stiamo parlando delle antiche città di epoca romana di Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabia. Queste vennero completamente seppellite dalla potente eruzione del 79 D.C. ma riscoperte durante il XVIII sono oggi Parchi archeologici che registrano numeri esorbitanti di visitatori.

In alcuni punti poi, data la notevole altezza del vulcano, si gode di spettacolari vedute panoramiche davvero suggestive di tutto il Golfo di Napoli. Infine il suolo fertile arricchito dai minerali contenuti nelle lave, hanno fornito il territorio adatto per coltivazioni tradizionali e uniche di questo territorio.

Insomma il Vesuvio non è solo il simbolo e l’orgoglio di Napoli ma è un luogo davvero unico. Le sue molteplici ricchezze sono studiate e apprezzate da ricercatori e appassionati di natura e di geologia. Numerosi sono i turisti che ne scoprono le bellezze archeologiche, catturati dalle storie che permeano ancora oggi tra le vie degli scavi di Pompei ed Ercolano. Infine il nostro Vesuvio è anche molto apprezzato da coloro che amano le escursioni su lunghi tragitti, il trekking o semplici passeggiate immersi nel verde, accompagnate da panorami unici e sapori intensi di una terra ricca e fertile, piena anche dei sapori dei suoi prodotti.

La Flora e la Fauna del Vesuvio

Il vasto territorio del Parco Nazionale del Vesuvio comprende due diversi tipi di ambienti rispetto all'esposizione e all'altitudine. Nelle zone più aride e assolate, che caratterizzano il versante più basso del vulcano, la Flora consiste di un’estesa macchia mediterranea con pinete artificiali e boschetti di Leccio. Sul versante più alto, invece, troviamo ambienti di tipo quasi appenninico con vegetazione boschiva di Castagni selvatici, Ontani, Querce, Aceri, Lecci e qualche esemplare di Betulla. Particolare è la presenza di un Lichene, tipico proprio del Vesuvio, che cresce sulla lava solidificata e prepara il suolo e permette altresì l’attecchimento da parte delle altre piante più complesse che sarebbero altrimenti incapaci di crescervi. Grande interesse si ha, in particolare, per la presenza dell'Acero e dell’Ontano napoletani e delle moltissime specie di Orchidee selvatiche e delle Ginestre che crescono sul territorio vesuviano.

Anche la Fauna è particolarmente ricca e variegata. Vi sono mammiferi come il raro Topo quercino ma anche la Faina, la Volpe, il Coniglio selvatico e la Lepre, confinati in questi ambienti a causa dell'eccessiva urbanizzazione. Anche le specie di uccelli che frequentano questi boschi sono molto interessanti: oltre a specie relativamente più comuni come il Passero, la Tortora e i Corvi, vi sono anche esemplari più tipici degli ambienti selvatici come l'Upupa, il Picchio, la Cincia ma anche rapaci come il Gheppio, il Falco e lo Sparviero. Nel periodo delle migrazioni, poi, le pendici del Vesuvio assistono e permettono lo svernamento di specie provenienti dalle regioni sud sahariane. Tra rettili e anfibi, invece, si può ammirare la presenza di Ramarro, Biacco ed Emidattilo. Notevole è anche la quantità di farfalle notturne e diurne che vivono in questi ambienti.

Il vulcano Vesuvio e le sue esplosive Eruzioni

Si può dire che il Vesuvio sia il simbolo più notevole e importante di Napoli, e che non c'è napoletano che non lo ami e lo tema allo stesso tempo, orgoglioso della sua bellezza e della sua maestosità. Tuttavia il Vesuvio è uno dei vulcani più pericolosi al mondo.

La sua forma imponente sovrasta il Golfo di Napoli. Tuttavia ciò che lo rende ancora più grandioso è la sua assoluta pericolosità.

Questa è data dal fatto che il Vesuvio alterna lunghissimi periodi di quiescenza a eruzioni esplosive che distruggono velocemente tutto ciò che incontrano. Da sempre questo vulcano è stato, infatti, sottovalutato a causa di questi suoi periodi di quiete che hanno offerto agli abitanti delle sue pendici terreni fertili e hanno attirato un grandissimo numero di abitanti anche intorno ad esso. Nonostante il Vesuvio sembri un'innocua e fertile montagna, periodicamente, va incontro al suo ciclo eruttivo.

Le eruzioni hanno carattere esplosivo e vengono preannunciate da importanti fenomeni sismici frequenti. L'accumulo di gas a pressioni elevatissime fa innalzare una nube altissima che si spinge prima verso l'alto e poi ricade su sé stessa come nube ardente che si sposta velocissima e anche a distanza di km dal vulcano. Insieme ai gas vengono proiettati a grande distanza anche ceneri, lapilli, pomici e bombe, date dallo sgretolamento dello strato roccioso sopra al cratere. Infine la lava, poco viscosa a causa della sua costituzione minerale, scende lungo i versanti sotto forma di fiume incandescente.

Diverse sono state le eruzioni vesuviane dall’antichità fino all'età moderna. Tuttavia la più nota di fama anche mondiale è quella del 79 D.C. perché ad essa è legata la distruzione delle città di epoca romana di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia e la loro relativa rinascita come famosi parchi archeologici.

I meravigliosi scavi di Pompei ed Ercolano, in particolare, sono una meta turistica molto ambita.

Le città condivisero lo stesso destino a causa dell'eruzione del 79 D.C., ma in modalità differenti. Data la posizione geografica in cui si trova Pompei, questa fu la prima ed essere interessata dalla distruzione dell’eruzione vesuviana. Fu sommersa, da subito, da pomici, ceneri e lapilli: i tetti, appesantiti, crollarono, l'aria si fece irrespirabile e vi furono moltissime vittime. Visti gli scempi, gli abitanti di Ercolano sembravano essersi salvati dalla furia degli eventi. Tuttavia la nube di gas che per prima si alzò durante l'eruzione, prese a collassare e galoppava velocemente lungo i fianchi del vulcano, sospinta dal vento, in una nube tossica e ardente che arrivò, dopo circa dodici ore, ad Ercolano.

L'eruzione durò probabilmente solo un paio di giorni, distruggendo, però, tutto ciò che circondava il Vesuvio.

Oggi i parchi archeologici di Pompei ed Ercolano, sono patrimonio dell'UNESCO e attirano molti visitatori curiosi di scoprire gli stili di vita e le antiche civiltà che abitavano questi luoghi sommersi dalle ceneri e pervenuti quasi intatti fino ai nostri giorni.

Le tradizionali ed uniche colture vesuviane

Grazie alle sue eruzioni che liberano quantità incredibili di minerali, i territori del Vesuvio, possiedono una terra fertile arricchita e potenziata dal favorevolissimo clima mediterraneo.

Diversi sono i prodotti che vengono coltivati e ricavati da questo suolo.

Anzitutto la frutta come alcuni cultivar di albicocche e ciliegie. Tra le prime ricordiamo le albicocche conosciute come: Pellecchiella, Boccuccia liscia e quella spinosa, Cafona, Carpone, Baracca, Vitillo, Monaco bello, Prete e Palummella. Tra le ciliegie invece si annoverano la Ciliegia Malizia e la Ciliegia del Monte.

Dalle viti si ricavano le eccellenze vinicole di: Falanghina del Vesuvio, Coda di Volpe, lacryma Christi e del Piedirosso.

Fave, Finocchi e soprattutto Friarielli (tipici broccoli dal sapore davvero unico), sono tra le eccellenze che vengono coltivate mente noci, noccioline, latticini e miele acquisiscono un valore aggiuntivo in queste terre.

Ma probabilmente, il più famoso protagonista tra le originali coltivazioni vesuviane resta il famoso Pomodorino del Piennolo. Grappoli di pomodorini rossi e lucidi, fanno parte da sempre della tradizione napoletana e vengono ricercati sulle tavole di tutto il mondo grazie al loro sapore intenso, dolce e unico. Il segreto della loro bontà è tramandato dai coltivatori che ci offrono tutto il sapore e la ricchezza delle terre vesuviane attraverso questo piccolo gioiello napoletano.

Le cose più importanti da sapere sul Parco Nazionale del Vesuvio

Il Parco Nazionale del Vesuvio ha un territorio molto vasto ma la sede centrale si trova nel comune di Ottaviano. Da lì si acquista un biglietto che permetterà l'accesso e la visita guidata al cratere del Vesuvio. Dal parcheggio, la biglietteria dista circa 3 km di camminata a piedi oppure è possibile usufruire di un servizio navetta per una modica somma.

Si tratta di un'escursione abbastanza impegnativa in zone boschive oppure molto aride e senza copertura vegetale. Quindi è consigliabile un abbigliamento idoneo, scarpe da trekking o ginnastica e berretto per ripararsi dal sole.

Non ci sono limiti di età né divieti particolari ma bisogna comunque prestare attenzione ai bambini.

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