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Napoli dal mare

La Napoli anni '80 di È stata la mano di Dio

Data
Pubblicato il 
20 dicembre 2021
AutoreIolanda Longobardo

Il film di Sorrentino, È stata la mano di Dio, fa rivivere agli spettatori la Napoli degli anni Ottanta. Dal punto di vista cinematografico la critica si è divisa ma quello che è possibile affermare con certezza è che guardarlo sia un modo unico di riscoprire la città. Paolo Sorrentino, infatti, ci presenta una Napoli borghese e piena di bellezza.

Proveremo a raccontarvi in questo articolo i luoghi raccontati da Sorrentino, senza svelarvi troppo sulla trama del film vincitore del Leone d’argento (Gran Premio della Giuria) allo scorso festival del Cinema di Venezia e ora disponibile su Netflix.

I luoghi di "È stata la mano di Dio"

Il protagonista della storia si chiama Fabio Schisa, un adolescente che vive con la sua famiglia nel condominio di Via San Domenico al Vomero. Per le scene girate nella casa di Fabio è stata utilizzata la vera casa al Vomero di Paolo Sorrentino e anche il liceo classico che frequenta è proprio l’Istituto Salesiano Sacro Cuore che è stato frequentato dal regista.

Il padre di Fabio, invece, lavora al Banco di Napoli, il maestoso palazzo di Via Toledo, nel centro storico, costruito tra il 1936 e il 1939 come ampliamento di Palazzo San Giacomo che oggi si sta trasformando in una galleria d'arte.

Nel film ritroviamo anche una Piazza del Plebiscito vintage, con le auto e gli autobus degli anni ‘80, quando l'emiciclo era adibito a parcheggio pubblico e dove fermava l'autobus.

Poco distante troviamo la famosa Galleria Umberto I che sarà un luogo significativo e determinante sia per il passato che per il futuro del giovane protagonista.

Ad un certo punto le vicissitudini di Fabio lo conducono al famoso stadio Diego Armando Maradona, ex San Paolo. Allo stadio conoscerà un amico con il quale raggiungerà Capri di notte. Maradona non poteva mancare dalla rappresentazione della Napoli degli anni ‘80, non a caso la sua celebre espressione "mano de Dios" dà anche il nome al film. Per l’occasione lo stadio è stato ridisegnato in 3D così com’era nel 1985.

Le immagini delle vacanze estive della famiglia Schisa sono state girate ad Agerola, a Massa Lubrense, a Punta Campanella e alla Terra delle Sirene, nella Penisola Sorrentina. Le scene subacquee sono state girate a Conca dei Marini e al porto di Cetara.

Le riprese svolte a Punta Campanella ritraggono il rifugio di Eduardo De Filippo: in particolare facciamo riferimento allo scoglio Isca, una piccola isola al largo di Nerano dove il commediografo napoletano si recava in primavera a bordo del suo gozzo, il San Luca. Eduardo lo acquistò nel 1949 dal banchiere Vittorio Astarita e oggi è stato venduto dagli eredi di De Filippo agli imprenditori Giacomo Cinque e Riccardo Ruggiti di Positano, che dovrebbero trasformare l'isola in un resort di lusso.

La grande casa in cui tutta la famiglia si riunisce in estate per conoscere il nuovo fidanzato della zia di Fabio è Villa Giusso Astapiana a Vico Equense, ex masseria abitata da monaci, oggi location per eventi. Nell'incantevole specchio d'acqua di Massa Lubrense è stata girata la scena in cui tutta la famiglia, riunita su una barca, ammira ammira la zia Patrizia che prende il sole a prua.

Suscita particolare interesse la scena iniziale in cui zia Patrizia è condotta al cospetto del munaciello da San Gennaro. La sala misteriosa appartiene alla Villa del Cardinale a Torre del Greco, precisamente in Via Purgatorio. La villa è stata costruita nel 1744 dall'architetto Gennaro De Laurentiis e poi acquistata due anni dopo dal cardinale Giuseppe Spinelli, allora arcivescovo di Napoli.

Le scene del film ci portano anche nei Campi Flegrei: il regista ha pensato agli ambienti della Piscina Mirabilis come luogo ideale per girare una scena in cui Fabio Schisa, attraversando una serie di cavità, si trova di fronte a uno sconfinato mare.

Il mare fa da spettatore al dialogo tra Schisa e il regista Capuano, momento in cui viene pronunciata la fatidica frase "Non ti disunire". Ad ospitare i due attori è Villa d'Abro a Posillipo, eredità di principi armeni: in particolare, Aslan Pagratide è stato l'unico tra questi ad ottenere la cittadinanza italiana, diventando professore onorario dell'istituto di Belle Arti di Napoli, direttore del Museo Industriale, socio della Croce Rossa e presidente della giuria dell'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

Il mare è decisamente uno dei protagnosti principali del film, a partire da Chiaia, Mergellina e Posillipo fino ad arrivare all’isola di Nisida.

I luoghi che abbiamo rivisitato attraverso questo film sono affascinanti e imperdibili, quindi vi consigliamo di visitarli il prima possibile.

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