Mela e Mandarino

Mela Annurca e Mandarino: gioielli dell’inverno flegreo

Data
Pubblicato il 
02 dicembre 2020
AutoreEmanuela Esposito

L’inverno è una stagione fredda che porta spesso influenze e raffreddori vari. Un periodo in cui si gode per lo più del calore della casa e dell’affetto della famiglia. Proprio in inverno, però, maturano anche dei frutti che sono tra le eccellenze campane, proprie dell’area dei Campi Flegrei. Parliamo di veri e propri gioielli che nascono sugli alberi flegrei e ci donano vitamine e antiossidanti necessari per superare al meglio la stagione invernale: la Melannurca (o Mela Annurca) campana e il Mandarino flegreo.

I prodotti tipici dei Campi Flegrei 

Nella ricca regione dei Campi Flegrei, grazie al suo territorio vulcanico e alla fertilità data dal peculiare terreno della zona, nascono prodotti tipici davvero eccezionali. In inverno, fin dai tempi più antichi, primeggiano tra gli altri la Mela Annurca campana e il Mandarino flegreo. Dietro la loro coltivazione si nascondono secoli di tradizioni e una storia che risale fino al tempo dei romani. In tempi moderni, insieme al sempre crescente interesse per le coltivazioni tipiche italiane e per i prodotti tipici campani, molti sono gli appuntamenti e gli eventi organizzati per far conoscere le ricchezze di questo territorio straordinario e i suoi irresistibili prodotti tipici flegrei.

Mela Annurca o Melannurca Campana I.G.P

La Mela Annurca è conosciuta e coltivata da millenni in Campania, tanto che si parla di Melannurca Campana I.G.P. 

Al tempo dei romani questo incredibile frutto aveva una tale importanza che sue raffigurazioni appaiono nei dipinti della Casa dei Cervi negli scavi di Ercolano. Nel Naturalis Historia, Plinio il Vecchio la chiama “Mala Orcula” poiché prodotta intorno all’Orco (gli inferi), nome con cui si indicava la zona del Lago d’Averno. Si desume quindi che il suo luogo di origine sia stato proprio l’agro puteolano, dove tradizionalmente è continuata la sua coltivazione, come ci descrive anche Gian Battista della Porta nel suo Pomarium del 1583. 

Questa mela conserva nel nome le sue origini: ben presto da “Orcula” si passò a chiamarla “anorcola” poi per altri secoli successivi “annorcola”, fino a che, nel 1876, comparve il nome di “Annurca” nel Manuale di Arboricoltura di G. A. Pasquale. 

La Melannurca è definita da molti la “regina delle mele” per la qualità dei suoi piccoli frutti sferici dalla polpa croccante, bianca e succosa, leggermente acidula e molto profumata. Oltre ad essere eccezionalmente deliziosa, possiede delle qualità nutritive considerevoli per il suo alto contenuto di vitamine (B1, B2, PP e C), di minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese) e di fibre (ideale per regolare le funzioni intestinali e diuretica), il che la rende particolarmente adatta a bambini ed anziani e indicata nelle diete dei diabetici. Previene il cancro, è ottima contro l’acidità di stomaco e aiuta a combattere la calcolosi delle vie urinarie. Insomma, un vero toccasana per la nostra salute.

Un’altra ipotesi riguardo l’origine del suo nome è legata al verbo latino “indulcàre” (prendere gusto, addolcire), che farebbe riferimento al particolare metodo di maturazione di questo frutto.

La mela, infatti, matura in due tempi: inizialmente sull’albero, da cui viene colta per terminare il processo di arrossamento dei frutti sui cosiddetti “melai” o “pòrche”. Questi sono piccoli appezzamenti di terreno dove veniva steso un strato di materiale soffice come canapa, aghi di pino, trucioli o altri prodotti vegetali su cui venivano riposte le mele adeguatamente protette dai raggi solari più forti, così da poter lentamente continuare il processo di maturazione.

Succhi, liquori, dolci e confetture sono gli svariati e squisiti modi in cui, oltre al frutto in sé e per sé, si può gustare questo splendido prodotto tipico flegreo.

Il Mandarino dei Campi Flegrei

Il Mandarino dei Campi Flegrei è un piccolo e profumatissimo frutto di colore giallo-arancio che viene coltivato nell'area dei Campi Flegrei: da Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, fino alle isole di Ischia e Procida. 

Da circa due secoli la sua produzione viene tramandata di generazione in generazione. Gli agrumeti erano un tempo un’importante parte della dote da dare alle figlie che si sposavano, oltre al fatto che venivano piantati tradizionalmente anche in occasione dei battesimi. 

L’importanza che possiede questo piccolo e colorato frutto era tanta che, assieme al vino e all’olio, costituiva uno dei più redditizi prodotti agricoli della zona e veniva anche massicciamente esportato. 

Questo frutto dal profumo intenso ed aromatico compare principalmente nei mesi invernali, da gennaio a marzo. L’ambiente e il territorio vulcanico in cui viene coltivato gli conferiscono qualità e caratteristiche organolettiche uniche. 

Il frutto viene consumato fresco o lavorato sotto forma di marmellate e frutta candita, mentre dalla buccia si ricavano gli oli essenziali. Quanto a nutrienti, il mandarino è molto ricco di vitamina C, ma contiene anche vitamine del gruppo B, A, PP, acido folico e diversi minerali tra cui magnesio, potassio, calcio e ferro. Inoltre contiene anche bromo, una sostanza che favorisce il sonno e il rilassamento.

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