Immersioni nel Regno di Nettuno

L'area marina protetta del Regno di Nettuno

Data
Pubblicato il 
14 aprile 2021
AutoreEmanuela Esposito

Sul versante occidentale del Golfo di Napoli si estende un luogo incantevole dove gli animali e la vegetazione marina vivono indisturbati. Si tratta del meraviglioso Regno di Nettuno, area marina protetta istituita nel dicembre 2007 a seguito di un progetto a cura della Stazione Zoologica Anton Dohrn, più comunemente conosciuta come l'Acquario di Napoli.

Il Regno di Nettuno è stato istituito al fine di tutelare la biodiversità della zona delle isole flegree e preservare la presenza di alcune specie a rischio. L'area comprende alcuni comuni di Ischia e Procida, nonché l'adiacente riserva naturale rappresentata dalla preziosa isola di Vivara.

L'ambiente davvero unico di quest'area è caratterizzato da un fondale di origine vulcanica, dove correnti di diverse temperature e caratteristiche chimico-fisiche peculiari danno luogo ad un incredibile ecosistema di inestimabile bellezza ed importanza naturalistica.

Il Regno di Nettuno si trova infatti, al confine tra le acque più fredde della parte settentrionale del Mar Mediterraneo e quelle più calde proprie di quella meridionale, attirando gli esemplari che abitano questo mare.

L'originale progetto della Stazione Zoologica Anton Dohrn si prefiggeva innanzitutto di tutelare la biodiversità marina nel totale rispetto della natura, valorizzando al contempo un turismo che fosse il più possibile ecocompatibile ed ecosostenibile.

Per questi motivi, l'area è differenziata in cinque zone di salvaguardia, dove alle classiche aree A, B  e C, presenti in tutte le AMP (aree marine protette), vi sono le aggiuntive zone B n.t. e D.

Le Zone del Regno di Nettuno

Cominciamo dalla zona A, detta riserva integrale, identificata nel tratto della costa ovest dell'Isola di Vivara e la parte meridionale del canale che divide questa stessa isola da Ischia. In questa zona è vietato l'accesso a chiunque ad eccezione di mezzi di soccorso, ricerca o sorveglianza preventivamente autorizzati dall'ente che gestisce l'area. Non è possibile transitare con natanti a vela e neppure a remi. Sul suo fondale vengono preservate due aree archeologiche sommerse.

La riserva generale speciale

A seguire troviamo la zona B n.t., denominata riserva generale speciale no take, che comprende lo specchio d'acqua che si estende davanti alla cosiddetta Secca delle Formiche, nei pressi della costa occidentale di Vivara e quello presente in corrispondenza della Punta Sant'Angelo, nella parte più a sud dell'isola d'Ischia, mete molto ambite per le immersioni.

In queste zone sono vietate la mitilicoltura, piscicoltura, l'acquacoltura e pesca professionale e sportiva. Le immersioni e le visite subacquee sono consentite solo se preventivamente autorizzate.

La riserva generale

Intorno alle zone A e B n.t., si estende la zona della riserva generale, zona B. Questo tratto comprende la parte di mare che bagna le coste orientali di Procida, la parte sud-orientale delle coste ischitane toccando le coste del comune di Barano d'Ischia e Forio d'Ischia. Le restrizioni in quest'area sono minori infatti qui sono consentite le immersioni subacquee, il transito di natanti a vela e a remi (entro i limiti di velocità e rispettando il distanziamento dalle coste), ed è possibile la balneazione.

L'accesso alle imbarcazioni dei passeggeri e di linea deve invece essere autorizzato dalla Capitaneria di Porto che gestisce l’AMP, mentre in specifici siti possono essere ormeggiati ed ancorati i natanti. A differenza della precedente zona, in quest'area è concessa anche la pesca sportiva e professionale e l'acquacoltura.

La riserva parziale

La zona C è un'area che circonda le precedenti e si estende per la restante parte dell'area marina protetta ad eccezione della zona D. Qui è consentito l'accesso alle navi, l'ormeggio nei tratti autorizzati e la pesca. 

La zona di salvaguardia dei mammiferi marini

Esterna rispetto alla riversa parziale c'è la zona D. Si estende nella parte nord occidentale delle coste d'Ischia e coincide con il particolarissimo Canyon sottomarino di Cuma, una profonda e ampia valle sotto il mare. Questo tratto è la punta di diamante di quest'area marina protetta, rendendo il Regno di Nettuno unico nel Mar Mediterraneo. Qui, infatti, vivono e si riproducono specie di mammiferi marini, grandi cetacei come delfini, capodogli e balenottere. Nell'area sono consentite gran parte delle attività come l'ormeggio, la balneazione e la pesca professionale, nel rispetto dell'incredibile ricchezza di queste acque.

Le specie dell'area marina protetta Regno di Nettuno

Grazie al suo incredibile ambiente, l'area marina protetta del Regno di Nettuno, presenta una ricchezza in biodiversità davvero interessante. Gli specchi d'acqua che costituiscono l'area sono frequentati da varie e numerose specie ittiche tra cui non solo molluschi di acque fredde e profonde come totani e calamari ma anche specie di pesce azzurro, piccoli tonni, ricciole, murene, meduse, coralli e gorgonie.

Ospiti di eccellenza sono però le specie che l'area intende tutelare in particolar modo. Tra queste il delfino comune, delphinus delphis, che è una specie a rischio d'estinzione, il falso corallo nero, savalia savaglia, dei fondali di Ischia, per anni asportato fino a depauperarne la colonia e un'estesa prateria di Posidonia, posidonia oceanica, importante indicatore ecologico della salute dei nostri mari.

Storia e curiosità sull'area marina protetta Regno di Nettuno

L'area marina protetta del Regno di Nettuno fu istituita nel 2007 ma già nel 1991 fu individuata grazie alla sua incredibile biodiversità. 

Fu però nel 1999 che con uno studio condotto dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, che iniziò il reale progetto per perimetrare e dividere in zone l'intera area. 

Prima ancora che fosse ideato un progetto sull'area marina, nel 1872, la ricchezza e l'incredibile biodiversità presente tra queste acque marine, stupirono e affascinarono lo studioso tedesco Anton Dohrn. Questi, amico di uno dei più grandi naturalisti della storia, Charles Darwin, si convinse a spostare i suoi studi tra Napoli e Ischia e a costruire il primo istituto di biologia marina sperimentale al mondo, il laboratorio di ecologia del Benthos, che si occupa dello studio e del monitoraggio degli ecosistemi marini.

Cosa aspetti a visitare questa spettacolare area protetta?

 

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