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La Necropoli Romana di Cappella

Piazza Cappella, 80070 Monte di Procida

Durata visita: 30min  - Accesso gratuito
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Nella piazzetta Mercato di Sabato a Cappella, frazione che si trova al confine tra i comuni di Bacoli e Monte di Procida, sorge un particolare sito archeologico: la Necropoli romana di Cappella. La scoperta, avvenuta praticamente per caso durante i lavori di riassetto urbano nel 2002, portò alla luce il sito e tutti i suoi componenti architettonici in un lungo periodo di ben otto anni. Imperdibile tappa per gli appassionati di archeologia che vogliano scoprire tutti i segreti del Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

Perché visitare il sito archeologico di Cappella

Durante i lavori di riqualificazione urbana, gli operai scoprirono i resti della misteriosa Necropoli romana. Essa è composta da due strati, appartenenti a due epoche diverse: la parte superiore risale, infatti, al II-III secolo d. C., epoca in cui era diffuso il Cristianesimo. Questo strato superiore è costituito da colombari, un tipo di costruzione funeraria formata a sua volta da piccole nicchie o loculi, dove venivano conservate le urne dei defunti. Lo strato sottostante, invece, portato alla luce da ulteriori scavi, risale al I secolo d.C. quando erano ancora in uso i riti pagani. Oltre la struttura funeraria in se che raccoglie due epoche diverse, di rilevante importanza sono anche due affreschi che adornano le pareti della necropoli. Uno di questi raffigura la rara Selene, personificazione della Luna e dea della vita e della dolce morte. L’altro affresco, invece, rappresenta una danzatrice del culto di Dioniso che ha nelle mani un bastone con foglie di vite e nell’altra mano una coppa di vino. 

Insomma, sebbene sia un sito di umili dimensioni, conta su una ricchezza storica e di informazioni di particolare interesse. Un sito da non perdere e che rappresenta un’ulteriore testimonianza della presenza romana nel passato della bella città di Napoli. 

Storia e curiosità sulla Necropoli di Cappella

Cappella ospita le tombe di molti militari della flotta imperiale della vicina Miseno. Tale flotta denominata dall’Imperatore Adriano II “Praetoria Classis Misenensis” (riconoscimento analogo a quello di “Guardia Imperiale”), era la più importante flotta della marina militare romana e contava moltissimi militari, probabilmente molti dei quali, seppelliti nel sito. Tuttavia, ad oggi, a causa dell’urbanizzazione, è possibile visitare solo una piccola parte della necropoli.

Interessante prova dell’appartenenza dei militari defunti alla flotta di Misenum, è una lapide, rinvenuta durante gli scavi, su cui erano incisi i nomi di ben 90 navi.

Tra le varie tombe a fossa, presenti nella necropoli, di particolare curiosità fu la scoperta di uno scheletro con ancora in bocca “l’obolo di Caronte”. Questa pratica diffusa anche tra i Romani, serviva ad accompagnare l’anima del defunto nel mondo dei morti. L’obolo, altro non era, che una moneta con cui l’anima del defunto avrebbe potuto pagare il traghettatore Caronte per essere trasportato sul fiume Acheronte verso l’aldilà. 

 

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