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Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta

Piazza Piedigrotta 24, 80122, Napoli

Durata visita: 1h  - Accesso gratuito
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  • Parcheggio non disponibile

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  • Non adatto ai bambini

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La Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta ospita la celeberrima statua lignea della Madonna di Piedigrotta, che, stando alle leggende, durante una notte buia e tempestosa uscì dalla chiesa per andare a salvare dei pescatori in pericolo di vita durante una tempesta.

Storia della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta

La Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, dedicata alla Vergine e al bambin Gesù, fu eretta in soli due anni, tra il 1352 e il 1353, sul sito di una precedente chiesa sempre dedicata alla Madonna, dove veniva venerata un’immagine lignea di essa.

Nei pressi della chiesa sorgeva una cappella intitolata a Santa Maria dell’Itria, nome derivante dalla contrazione di Odigitria, culto di origine bizantina che ha per simbolo un bambino in braccio che benedice. La cappella fu costruita su di un precedente luogo di culto pagano intitolato al Dio Priapo, dove in suo onore si svolgevano agli inizi di settembre riti orgiastici accompagnati da danze e canti osceni. Le festività pagane hanno di certo influito sulla successiva Festa di Piedigrotta, festa dedicata alla Madonna che si svolge l'8 settembre ogni anno.

I restauri della Chiesa di Piedigrotta

La Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta nel corso dei secoli ha subito vari restauri, nel 1520, 1820 e 1853, ma probabilmente la ristrutturazione più importante è quella che ha spostato l’ingresso principale della chiesa, spostato dai pressi dell’altare maggiore alla facciata rivolta verso la città nel 1506. Fu proprio nella chiesa restaurata che nel 1571 Don Giovanni d’Austria, comandante della flotta della Lega Santa, si recò in pellegrinaggio a pregare e a chiedere la grazia alla Madonna di Piedigrotta prima della Battaglia di Lepanto. Le preghiere e la superiorità bellica funzionarono, dato che Giovanni tornò nella chiesa in ottobre per ringraziare la Madonna di Piedigrotta dopo aver sconfitto la flotta dell’impero ottomano. La chiesa ha subito qualche altro rimaneggiamento ottocentesco, e nel 1912 è stata eretta a parrocchia dal Cardinale Prisco. La Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta si presenta oggi con una facciata che mescola linee rinascimentali e gotiche a opera di Errico Alvino. L’interno è composto da una navata unica a croce greca, arricchita dalle cupole decorate da Eugenio Cisterna e dalle cappelle dedicate alla Madonna di Pompei e alla famiglia Filangieri, dove fa mostra di sè il monumento funebre familiare. Da questa cappella si sale poi verso l’altare maggiore, dove dimora la statua della Madonna di Piedigrotta, verso cui c’è molta devozione, arricchita da alcune leggende.

La Madonna salvatrice della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta

La Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta porta con sé alcune leggende: Quella più famosa parla del fatto che l’8 settembre del 1356 la Vergine apparve in sogno a tre persone distinte: Don Benedetto, prete di Santa Maria a Cappella, Maria di Durazzo, monaca di Castel dell’Ovo e un tale Pietro, eremita. La Vergine comandò a loro di costruire un tempio ai piedi della grotta, e fu proprio durante gli scavi per la chiesa che fu ritrovata la statua lignea della Vergine Maria tutt’oggi venerata.

La Madonna di Piedigrotta è venerata in particolar modo dai pescatori di Napoli, i quali fanno molto affidamento su di lei, che sarebbe molto benevola nei loro confronti.

La Leggenda della Vergine di Piedigrotta

La leggenda narra che durante una notte di tempesta a Napoli il sagrestano della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, un tale Bernardino, scendendo in chiesa si accorse che la statua lignea della Madonna era scomparsa. A quanto pare non era stata trafugata da nessuno, ma bensì aveva risposto alla chiamata di alcuni pescatori che stavano rischiando la vita durante la tempesta, e corse da loro per salvarli. Dopo averli salvati la Vergine tornando verso la chiesa si sarebbe rifugiata in una grotta sulla spiaggia di Mergellina, spiaggia dove mentre si affrettava aveva pure perso una scarpetta. La mattina successiva i pescatori trovarono sia la scarpetta che la statua della Madonna nella grotta, statua che aveva un piede nudo e il mantello ancora bagnato dal diluvio della notte.

A questa leggenda, che ricorda in tutto e per tutto la fiaba di Cenerentola di Perrault, il quale prese ispirazione dalla favola di Gatta Cenerentola di Giambattista Basile, è dovuta la tradizione di regalare alle spose “o scarpunciello d’ ‘a Maronna”, una scarpetta con il simbolo del sole di buon auspicio e protezione per le donne incinte.

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