Garantiamo esperienze incredibili:Soddisfatto o rimborsato!
Scopri

Lo Stadio di Antonino Pio: omaggio all’imperatore Adriano

Via Campi Flegrei, 11-17

  • Nessun supporto in lingua straniera

    Supporti in lingua

  • Gratuito e non custodito

    Parcheggio disponibile

  • Non adatto ai bambini

    Adatto ai bambini

  • Con barriere

    Senza barriere

  • Animali non ammessi

    Animali ammessi

Lo Stadio di Antonino Pio di Pozzuoli è stato riportato alla luce nel 2008 ed è tra gli unici due esempi di edifici romani di questo tipo in Italia, insieme allo stadio di Domiziano (oggi piazza Navona). Resti di stadi antichi, infatti, si trovano soltanto tra la Grecia e l'Asia minore.

Dal 1932 appare smembrato, in seguito alla realizzazione della moderna via Domiziana che l'ha tagliato nel senso della lunghezza.

Perché visitare Stadio di Antonino Pio

Qui l’imperatore Antonino Pio organizzava i giochi alla greca detti Eusebeia e divisi in due sezioni; la prima, dedicata all'agone ginnico, la seconda, a quello musicale. Immergersi nello stadio immaginando atleti e musici è quindi sicuramente un’esperienza da vivere. Lo Stadio, inoltre, sorge su una terrazza naturale, affacciandosi scenograficamente sul Golfo di Pozzuoli, una vista che fonde suggestivamente antico e natura.

Lo stadio di Antonino Pio

L'imperatore Antonino Pio fece realizzare lo stadio in onore dello spirito filellenico del suo predecessore Adriano nei pressi di una delle ville di Cicerone. Ha la tradizionale pianta rettangolare: uno dei lati brevi curvo e l'altro, che era riservato alla partenza degli atleti, leggermente curvilineo.

Persone, spazi e spettacoli

Gli atleti venivano immessi direttamente nella pista attraverso il varco monumentale, mentre gli spettatori facevano il loro ingresso dal fronte settentrionale e raggiungevano la cavea mediante l'antica via Domitiana, ripercorsa in parte dall'attuale via Luciano.

La cavea è l'insieme di gradinate dalle quali il pubblico poteva assistere ai vari tipi di gare ed è divisa in tre settori: la parte più bassa o'ima cavea, era riservata ai personaggi più importanti, la media, riservata al ceto equestre e la summa, la parte più alta, riservata al popolo.

La doppia cortina di archi in piperno, originariamente rivestiti d'intonaco chiaro e coperti da una volta in muratura, serviva da elemento di raccordo tra le due cortine.

Parti della struttura dello stadio più visibili

La media cavea è stata rinvenuta completamente in crollo e priva delle gradinate mentre possiamo vedere ancora conservate diverse parti dello stadio.

Ad esempio l'ima cavea, separata dalla pista mediante il balteus, un alto muro sul quale vi era una balaustra in marmo, di questa si conservano due file di sedili in piperno e collegati a due serie di scalette laterali. Della parte più alta della cavea si conserva la struttura in muratura, sulla quale poggiavano in origine le gradinate, sorretta dall’ambulacro, ovvero un lungo corridoio percorribile. L’ambulacro, esteso quanto i due lati lunghi dello stadio, era l’accesso che portava il pubblico all'ima e alla media cavea attraverso i vomitaria, appositi vani scala aperti sulla parete meridionale.

Il primo degli ingressi corrisponde ad un avancorpo a pianta rettangolare collegato direttamente all'ambulacro di passaggio per la cavea. Gli spazi compresi tra gli avancorpi dovevano, invece, essere aperti e sistemati a verde.

Curiosità sullo Stadio di Antonino Pio

  • Nei pressi di questa villa l'imperatore Adriano, morto a Baia nel 138 d.C., era stato sepolto in un primo momento a causa dell'opposizione, da parte del Senato, alla sua sepoltura a Roma, ottenuta circa un anno dopo.
  • Dalla parete settentrionale dell'ambulacro, conservata quasi integralmente, in opus lateritium, costituita da una serie di alti archi sporgono differenti mensoloni, caratterizzati dalla presenza di un foro di forma rettangolare, nel quale venivano inseriti e bloccati i pali a cui venivano legati i teli del velario, utilizzati per riparare gli spettatori dal sole o dalla pioggia.
  • La frequentazione dello stadio si è protratta almeno fino agli inizi del IV secolo d.C., quando fu abbandonato a seguito degli editti di Teodosio.
  • Dopo il IV secolo d.C., una forte alluvione sommerse completamente gran parte del luogo, sollevando il piano di calpestio, dove fu realizzata una villa tardo-antica che intorno al V secolo divenne parte di un ampio insediamento rurale. La zona fu interamente sepolta a seguito dell'eruzione del Monte Nuovo del 1538, ad eccezione delle parti più alte della cavea e dell'ambulacro che furono inglobate, agli inizi del XIX secolo, in una masseria.
  • Per riportare lo stadio alla luce nell'ottobre 2008 sono stati stanziati 5 milioni di fondi europei.
  • Durante gli scavi sono stati ritrovati integri solo i pilastri degli archi in piperno. Dopo aver ricostruito graficamente la posizione dei differenti conci, sono stati ricollocati al loro posto utilizzando una struttura in acciaio e tubolari.
  • La pista, è realizzata in semplice terra battuta, facile da sistemare dopo le gare, ed era il luogo destinato allo svolgimento dei vari tipi di gara. Durante gli scavi sono state individuate almeno tre fasi di rifacimento della pista
  • Tutte le pareti dell'ambulacro erano in origine rivestite d'intonaco: rosso per lo zoccolo inferiore, come il pavimento in cocciopesto (mattoni appositamente frantumati e mescolati a calce), ocra per l'elevato e per le volte di copertura
  • Sono stati rinvenuti frammenti di intonaco decorato e con parti di iscrizioni dipinte e, durante lo scavo dell'ambulacro, smontando una cisterna moderna che aveva tagliato il pavimento antico, è stato individuato un pavimento precedente fatto in cocciopesto molto sottile e poco resistente.

Suggerimenti e idee di viaggio dal blog

Hai bisogno di un passaggio?Scegli la soluzione più adatta a te.

Lascia la tua email e ricevi aggiornamenti sulle nuove proposte di viaggio.