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Abbazia di San Michele Arcangelo a Procida

Terra Murata, 80079, Procida

Durata visita: 1h  - Accesso gratuito
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Nel cuore dell'antico borgo di Terra Murata a Procida, ad un'altezza di circa 91 metri, sorge l'imponente Abbazia di San Michele Arcangelo, la chiesa più antica dell'isola che ha avuto un ruolo centrale a livello religioso e culturale nel passato dell’isola di Procida.

Storia dell'Abbazia di San Michele Arcangelo

L'Abbazia di San Michele Arcangelo è stata il centro religioso e culturale dell'isola.

Fondata nel 1026, fu in primis monastero benedettino, dedicata al culto di Sant'Angelo. Distrutta e ricostruita più volte nel corso dei secoli, la sua attuale architettura è del Cinquecento. L'impianto attuale della chiesa, infatti, è frutto di una lunga serie di stratificazioni architettoniche susseguitesi nel corso dei diversi secoli, la più importante fu ad opera del Cardinale Innico D'Avalos nel 1561 che le diede l'impronta architettonica ancora oggi riconoscibile.

L'Abbazia venne intitolata a San Michele Arcangelo, patrono di Procida, soltanto in un secondo momento, molto probabilmente alla fine del XV secolo.

La struttura e gli interni dell’Abbazia

L'intero complesso si articola su due livelli: la chiesa al piano superiore ed il complesso abbaziale al piano inferiore.

All'interno dell'Abbazia troviamo preziosi marmi del XVIII secolo, l'organo centrale, il più grande che si conservi in Campania, e altri tre preziosi organi a mantice in legno più piccoli, di manifattura napoletana.

L'Abbazia ha tre navate e diciassette altari. Nella navata centrale è presente un soffitto a cassettoni risalente al XVII secolo realizzato in legno ed oro zecchino, al centro del quale domina il dipinto più prestigioso dell'intera chiesa: San Michele che sconfigge Satana, realizzato dal pittore romano Luigi Garzi nel 1699.

Un coro ligneo del XVII secolo e quattro dipinti occupano l'abside. I dipinti, datati 1690, sono stati realizzati dal pittore napoletano Nicola Russo, artista barocco allievo di Luca Giordano. Primeggia tra loro la tela raffigurante l'apparizione di San Michele Arcangelo intento a proteggere l'isola dai temuti saraceni.

Di rilevante importanza sono anche altri oli su tavola intitolati La Trinità, Il martirio di Santa Caterina d'Alessandria e Il Giudizio di Santa Lucia dinanzi il tiranno di Siracusa, dei cui artisti non ci è pervenuto il nome.

Due grandi e preziose cappelle si trovano a destra e a sinistra dell'abside. La Cappella del Santissimo Sacramento e la Cappella della Pentecoste, all'interno della quale si può trovare un'ancora rinvenuta dagli abitanti dell'isola ed attribuita ai saraceni messi in fuga dall'Arcangelo.

L'Abbazia è dotata di due diversi ingressi, quello principale, detto Porta del Carmine con il portale in pietra di piperno del 1600, e l'ingresso secondario, che si trova al lato opposto, caratterizzato dalla presenza di una statua di San Michele Arcangelo e dall’iscrizione "Defende nos in praelio" ("Difendici nella battaglia").

Le cose più importanti da sapere su Abbazia di San Michele Arcangelo

L'Abbazia di San Michele Arcangelo è tra le chiese più prestigiose e ricche del meridione d'Italia. Sotto la chiesa ci sono i sotterranei, un vero e proprio complesso museale articolato in vari livelli.

Qui si trova un meraviglioso presepe del XVIII secolo, composto prevalentemente da pastori di scuola napoletana, in legno e in terracotta, la Cappella della Madonna del Rosario, la Cappella di San Michele con la biblioteca di testi risalenti al XVI secolo e infine la Segreta, un tempo luogo di preghiera della confraternita dei Rossi. Attualmente purtroppo i sotterranei non sono visitabili.

Cose importanti da sapere

Facilitazioni

  • L'ingresso è gratuito, sarebbe gradita un'offerta pro restauri

Limitazioni

  • Attualmente il complesso museale nei sotterranei non è visitabile

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