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Il Lago di Lucrino

Strada Provinciale Circumlago di Lucrino, 80078, Pozzuoli

Durata visita: 2h  - Accesso gratuito
  • Nessun supporto in lingua straniera

    Supporti in lingua

  • Parcheggio non disponibile

    Parcheggio disponibile

  • Non adatto ai bambini

    Adatto ai bambini

  • Con barriere

    Senza barriere

  • Animali non ammessi

    Animali ammessi

Si racconta che Eracle abbia creato la sottile lingua di terra che separa il Lago di Lucrino dal mare mentre trasportava i buoi di Gerione dall'isola Eritrea in Grecia.

Il Lago di Lucrino è un bacino naturale che in origine occupava una superficie molto più ampia, da Punta Epitaffio fino a Punta Caruso. Faceva parte del Portus Iulius, un complesso militare dotato di un molo costiero collegato con il mare tramite un canale creato dall'architetto Cocceio intorno al 37 a.C.

Verso la fine del I sec. a.C. fu realizzato un canale navigabile comunicante con il Lago d'Averno, sempre per esigenze di tipo militare. Il Lago d'Averno costituiva il bacino interno del porto mentre il Lago Lucrino collegato con il mare costituì il bacino esterno. Tutta l'area fu trasformata in un cantiere navale per rendere più agevoli approvvigionamenti e spostamenti.

Intorno al 100 a.C. Lucio Sergio Orata impiantò qui allevamenti intensivi di pesci, frutti di mare e ostriche.

Perché visitare Lago di Lucrino

Lungo le sponde di questo lago sorgevano diverse stazioni termali molto frequentate, alimentate da sorgenti di origine vulcanica, tipiche dei Campi Flegrei.

La bellezza e la ricchezza di questo luogo ne fecero meta ambita per la classe dirigente romana, infatti sulle sue sponde furono costruite lussuose ville. Questa zona, come tutti i Campi Flegrei, è interessata dal Bradisismo, infatti intorno al X secolo il suolo si abbassò notevolmente sommergendo tutto e nei secoli successivi altri movimenti sismici portarono all'eruzione che creò Monte Nuovo, oggi sede di una meravigliosa oasi.

Curiosità su Lago di Lucrino

Il nome proviene da lucrum, guadagno, poiché questo lago fu una miniera d'orio durante l'età romana grazie all'allevamento dei molluschi e alla pesca abbondante.

Si dice che Agrippina Minore si sia rifugiata in una villa nei pressi del lago per sfuggire ai sicari del figlio Nerone.

La prossimità con il Lago d'Averno considerato la porta degli inferi, ha fatto sì che eventuali fenomeni inconsueti facessero sorgere leggende e favole. Virgilio narra infatti di fenomeni di ebollizioni, probabilmente fuoriscite sulfuree tipiche della zona che allora davano a questo luogo un'atmosfera infernale.

C'è anche la testimonianza di Plinio che ci parla di una città Cimmera tra il lago di Lucrino e il lago d'Averno, e Stabone che precisa che i Cimmeri vivevano in case sotterranee collegate da gallerie, dove accoglievano anche gli stranieri che venivano qui per interrogare l'oracolo dei morti.

Pare che proprio grazie all'oracolo traevano parte del loro sostentamento, forse con una tariffa per le consultazioni fissata dal re e molto probabilmente anche nutrendosi di parte delle carni degli animali sacrificati.

Il lago di Lucrino è stato anche teatro di un racconto di Plinio il Vecchio riguardo ad un delfino che, all'epoca di Augusto entrò nel lago. Un bambino che era solito passare di là per andare a scuola lo notò e ogni giorno lo chiamava dandogli da mangiare la sua merenda. Fra i due nacque una grande amicizia, tanto che il delfino lo faceva montare in groppa per portarlo sul suo dorso fino a scuola. La loro amicizia durò per diversi anni, fino a quando un giorno il bambino non si ammalò e morì. Il delfino però continuava a venire ogni giorno nel luogo consueto ad attendere invano il suo amico, finendo per intristirsi sempre di più, fino a morire anche lui.

Il tema del fanciullo a cavallo di un delfino era abbastanza diffuso in tutto il Mediterraneo, ma probabilmente Plinio volle localizzarlo nel lago Lucrino.

Nella letteratura antica il Lucrino si ritrova anche in OrazioMarziale e Properzio.

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