Regala movery

Monte Faito, il gigante sul mare

Piazzale Dei Capi 1, 80069 Vico Equense

Ora aperto
Durata

2h

Le lingue

English, Italiano

Partecipanti

Illimitato

Tipo

Montagna

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Adatto ai bambini

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Adatto alle coppie

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Animali ammessi

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Parcheggio disponibile

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Senza barriere

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Supporti in lingua

Cose importanti da sapere

Servizi inclusi

  • Esclusiva garanzia Movery soddisfatti o rimborsati
  • Servizio di assistenza turistica inclusa
  • Consegna biglietti istantanea
  • Si accettano biglietti su smartphone

Biglietti e scontistica

  • Accesso gratuito

Limitazioni

  • Le persone disabili in carrozzina non possono accedere al tour

Informazioni sul tour

  • È possibile prenotare un tour con una guida turistica privata chiamando il servizio di assistenza di Movery al numero 351.5585067

  • La guida turistica disponibile in lingua inglese e italiana

  • Sul Monte Faito è presente una funivia a pagamento

Informazioni su questa attività

Il Monte Faito è una meta ideale per le scampagnate e le gite fuoriporta, molto apprezzata e frequentata da chi abita a Napoli e Provincia o nel Salernitano. Il suo nome “Faito”, è riconducibile al termine “faggeta”: l’ampia vegetazione di faggete, infatti, lo ricopre. Si tratta di una montagna alta più di 1000 metri che occupa l’area tra i comuni di Castellammare di Stabia e Vico Equense e fa parte della catena montuosa dei Monti Lattari.

Storia del Monte Faito

La montagna Faito suscitava grande interesse per la produzione di legname, è stata una risorsa importantissima: venne utilizzata da Ferdinando IV di Borbone per la costruzione della sua flotta. Durante il regno di Ferdinando, la foresta era utilizzata anche per la produzione di ghiaccio: veniva realizzato creando dei fossati riempiti di neve e ricoperti di fogliame. I fossati del Faito erano dei veri e propri frigoriferi naturali che venivano utilizzati per la conservazione di cibi e bevande.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Monte cominciò ad essere considerato una località turistica e nel 1952 venne inaugurata la suggestiva funivia che in soli 8 minuti collega la cima del monte al centro di Castellammare.

Cosa fare sul Monte Faito

Percorrendo la Quisisana, storica strada ed ex mulattiera del Faito che conduce alla vetta del monte, si ha l’opportunità di ammirare gli straordinari panorami dell’intero golfo napoletano. Da un lato, la penisola sorrentina fino all’incantevole Capri e i suoi Faraglioni, dall’altro tutta la zona vesuviana con la sua bella Napoli. Itinerario comodo e tranquillo per chi vuole provare il trekking per la prima volta e passare una giornata circondato dalla natura. Ci sono numerosi sentieri, larghi e ricchi di ombra e frescura come il Sentiero dell’Angelo ma anche ristoranti, bar, un centro sportivo con giochi per bambini e una piscina.

Il Sentiero dell’Angelo

Così chiamato poiché secondo la tradizione qui si raccolsero in preghiera i santi Catello, patrono di Castellammare di Stabia, e Antonino, noto anche come Sant’Antonio Abate, ai quali apparve in sogno l’Arcangelo Michele. Questi ordinò loro la costruzione di una cappella in suo onore, poi sostituita nel 1950 dal Santuario di San Michele Arcangelo. Il sentiero parte dal piazzale della funivia e arriva al santuario.

Il miracolo della sudorazione della statua di San Michele

Si narra che, durante l’invasione dei turchi a Sorrento, un gruppo di fuggitivi si rintanò sul Monte Faito chiedendo l’aiuto di San Michele. Dalla statua sgorgarono delle gocce di sudore e il giorno dopo la città fu liberata dagli invasori. Negli anni successivi, secondo gli scritti dell’epoca, il miracolo fu molto frequente.

Tutti in funivia

Fare un giro in funivia, può essere un’esperienza divertente per i vostri bambini, come una giostra sospesi tra terra e mare. Arrivati sul Monte, potrete passare una meravigliosa giornata in famiglia, tra pic-nic e tranquille passeggiate nello splendido bosco di faggi.

La funivia del Monte Faito

Costruita nel 1952 collega Castellammare con il pittoresco villaggio montano. Fu la prima grande funivia di questo territorio, un mezzo innovativo dal quale ammirare lo splendido Golfo di Napoli. Attrazione per molti turisti già da allora, rese il Faito molto famoso.

Gli anni felici e spensierati furono però interrotti da un’orrenda tragedia nel 15 agosto del 1960, quando la teleferica si sganciò precipitando all’imbocco del tunnel ferroviario sottostante. Quattro persone persero la vita per la scelleratezza umana. I responsabili della funivia, avevano deliberatamente infranto le norme di sicurezza, disattivando i limitatori di velocità, semplicemente per realizzare più corse. Riprese nuovamente servizio il 16 luglio del 1962 e piano piano i viaggiatori riacquistarono fiducia in questo meraviglioso mezzo.

Faito Doc Festival

Un vero e proprio festival è organizzato sul Monte, con un tema molto attuale, la metamorfosi. Organizzato in parte in presenza e in parte online, l’estate del 2020 si è svolto il Prologo alla Metamorfosi con delle suggestive proiezioni all’aperto, sotto il cielo stellato. Hanno avuto luogo due competizioni internazionali di cortometraggi, con giuria altrettanto internazionale, che ha valutato 13 cortometraggi. Nel 2021 i membri della giuria saranno ufficialmente invitati al Faito Doc Festival, in presenza, per presentare i lungometraggi creati e i nuovi cortometraggi.

Posizione dell'attività

Piazzale Dei Capi 1, 80069 Vico Equense

Come arrivare

Come raggiungere Monte Faito con i mezzi pubblici

Da Napoli Centrale prendere il treno direzione Sorrento. Alla fermata Castellamare della Circumvesuviana potete prendere la funivia gestita dall'EAV  e arriverete a destinazione in circa 8 min.  

Come raggiungere Monte Faito in auto

Dalla stazione centrale di Napoli prendi SS12. Da Corso meridionale, via Taddeo da Sessa e via Emanuele Gianturco. Poi E45 in direzione di  SS145 a Pompei. Esci a Castellammare di Stabia. Continua su  SS145 in direzione via novembre a Castellammare di Stabia. Imboccare la statale numero 145 sorrentina, uscire a Vico Equense e seguire le indicazioni per il Monte FaIto arrivando al villaggio o direttamente al piazzale di cava.

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