Durante l’epoca romana, il porto di Pouzzoles, posto in un punto strategico che metteva in comunicazione il golfo con la Grecia, la Costa anatolica, la Siria e l’Egitto, era diventato l’approdo più importante del Mar Tirreno. Fu proprio sul molo puteolano che grazie al forte vento Scirocco, approdò l’Apostolo San Paolo.

Il santo era in viaggio da Reggio in direzione di Roma, dove lo attendeva il tribunale di Nerone poiché era stato condannato al carcere dal governatore della Giudea, Festo. Quindi, una volta giunto a Pozzuoli, avrebbe dovuto proseguire a piedi il suo itinerario verso la capitale.

Le testimonianze e le tappe del viaggio attraverso Pozzuoli

L’Apostolo San Paolo sbarca a Pozzuoli nel ’61 d.C., entrando nel golfo partenopeo attraverso le Bocche di Capri. La vicenda storica è testimoniata da diverse fonti.

Innanzitutto vi sono le testimonianze riportate negli Atti degli Apostoli 28,13-15, dove si legge: “…Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana…”

Una raffigurazione dello sbarco di San Paolo a Pozzuoli, fu fatta dall’artista Giovanni Lanfranco in una tela firmata ed eseguita intorno al 1636. L’artista immaginò San Paolo scendere dalla nave attraccata, con la sua lunga barba, avvolto nell’ampio mantello rosso.

Con sé portava i volumi delle lettere e la spada del martirio secondo la tradizione iconografica associata al santo. Sul molo di Pozzuoli lo accolgono il Vescovo, un religioso e un gruppo di fedeli che invitarono il Santo a fermarsi in città per una settimana pur restando nascosto per non farsi catturare. La tela è oggi visibile nel coro della restaurata cattedrale di Pozzuoli, nel Rione Terra, cuore dell’antica Puteoli. Punto d’incontro di diverse civiltà e ricca cittadina con le sue fiorenti arti del vetro, della ceramica, dei profumi, dei tessuti, dei colori e del ferro date dalla tradizioni fenice, ellenistiche ed egiziane. Ammirò sul promontorio di Pozzuoli, il temple eretto da Calpurnio in onore dell’imperatore Augusto. L’antica struttura fu poi inglobata nella cattedrale cristiana eretta in onore del protettore di Pozzuoli San Procolo, oggi conosciuta anche come Cathédrale de Pouzzoles.

Durante il suo soggiorno a Pozzuoli, si dice inoltre che San Paolo volle curarsi dai fastidiosi reumatismi dovuti ai suoi lunghi viaggi per mare, presso le acque termali della zona flegrea. Del resto il nome della città di Pozzuoli, l’antica Puteoli, significava appunto piccoli pozzi, ad indicare le tante sources di acqua termo-minerali e sulfuree che sorgevano allora come oggi, nel suo territorio.

Il viaggio verso Roma

Terminata la settimana che San Paolo trascorse a Pozzuoli, l’apostolo si rimise in viaggio verso Roma. La rete stradale extraurbana di Puteoli si districava attraverso diverse strade che seguivano il territorio flegreo. Si ipotizza che San Paolo abbia seguito l’antica via di Capua, oggi Via Campana, che all’epoca conduceva verso Quarto e successivamente a Capua da dove si proseguiva sulla principale Via Appia per Roma.

Seguendo il percorso di Via Campana, San Paolo attraversò la zona delle necropoli e dei mausolei che si spinge fino a Quarto. La prima necropoli che probabilmente incontrò sulla sua strada fu quella romana di Via Celle, raggiungibile da Piazza Capomazza, oggi posta  subito dopo il sottopasso della ferrovia. Dell’area sepolcrale visitò il gruppo di mausolei funerari, cosiddetti columbariums, ad oggi recintati.

Proseguendo poi lungo Via Campana Vecchia, si supera il viadotto della Tangenziale che all’epoca dei romani non c’era e si giunge in Via San Vito. Qui sorgono una Cappella dedicata a San Paolo e una necropoli. Infine, poco più avanti, sorge un mausoleo risalente al primo secolo, in opus latericium, tecnica edilizia romana.

San Paolo proseguì il suo viaggio, attraverso la Via Appia che lo avrebbe condotto a Roma, dove venne a conoscenza della Persecuzione di Nerone contro i cristiani e fatto prigioniero morì nel ’67 d. C.

Il ricordo dell’approdo di San Paolo ai nostri giorni

Passeggiando sul molo del porto di Pozzuoli, ci si imbatte nella suggestiva struttura della Église de Santa Maria delle Grazie. L’edificio di umile fattura, fu voluto dai pescatori che abitavano questa zona di Pozzuoli. Entrando al suo interno, nei pressi dell’abside, si possono ammirare due lapidi. La prima, risalente al 1918, ricorda proprio l’episodio dell’approdo di Paolo di Tarso a Puteoli. La seconda, invece, è dedicata ad una memorabile sosta del papa Giovanni Paolo II avvenuta, proprio a pochi passi da lì, il 12 novembre 1990. Infine, tra le due testimonianze è posta la maiolica di Giuseppe La Mura, raffigurante l’arrivo di san Paolo sul molo puteolano, inaugurata il 29 giugno del 1991.

In occasione del Giubileo del 2000, nell’area sottostante fu posizionato anche un cippo in pietra dove fu esposta una luccicante targa in bronzo che riporta testualmente il passo tratto dagli Atti degli Apostoli riguardo l’approdo e la breve permanenza di San Paolo a Pozzuoli.

Meno solenne, ma altrettanto degno di nota, è il nome dell’attuale Stadio Diego Armando Maradona, che dal 1963 e fino a poco tempo fa, portava il nome di Stade San Paolo, in onore del santo.

Molti sono stati gli événements e i percorsi di fede, cultura e sport in ricordo del passaggio di San Paolo a Pozzuoli. Ai giorni d’oggi, infatti, presso alcune confraternite è possibile ripercorrere proprio tutto l’itinerario che da Pozzuoli condusse il santo a Roma.