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L’Oasi naturalistica di Monte Nuovo, un vulcano sorprendente

Via Icaro, 80078, Pozzuoli

Durata visita: 30min  - Accesso gratuito
  • Nessun supporto in lingua straniera

    Supporti in lingua

  • Gratuito e non custodito

    Parcheggio disponibile

  • Non adatto ai bambini

    Adatto ai bambini

  • Con barriere

    Senza barriere

  • Animali non ammessi

    Animali ammessi

Monte Nuovo è un vulcano in stato di quiescenza, sito nel comune di Pozzuoli, presso il Lago Lucrino. Il cono vulcanico nacque con l'unica esplosiva e repentina eruzione dei Campi Flegrei che avvenne il 29 Settembre del 1538, e si formò in soli tre giorni, successivamente ad una pioggia di ceneri e lapilli.

Si tratta di una delle montagne più giovani d'Europa, dal 1996 è stata interamente dichiarata Oasi naturalistica poiché la sua natura vulcanica, che si manifesta attraverso attività secondarie come microterremoti e fumarole, ha creato condizioni ottimali per una variegata e folta vegetazione tipica della macchia mediterranea.

Perché visitare l'Oasi Naturalistica di Monte Nuovo

L'Oasi naturalistica di Monte Nuovo si trova all'interno di un centro densamente abitato ed è un posto silenzioso e calmo dove si può passeggiare immersi nella natura, con panorami mozzafiato oppure fare un picnic o semplicemente godere della pace del verde in compagnia di un buon libro.

Diversi sono i percorsi dell'Oasi quasi sempre delimitati da una staccionata a croce in legno e costeggianti pareti di tufo. Dall'ingresso, si può proseguire diritto oppure salire la scala in muratura che, dalla destra del cancello principale, attraversa la pineta e conduce al sentiero per il cratere del vulcano.

Una volta giunti sulla cima, il panorama va da Capo Posillipo a Nisida. Si individuano Pozzuoli e Capo Miseno e, nelle giornate più limpide, ci si può spingere con lo sguardo fino alla penisola sorrentina. Dai margini del cratere si vedono le ripide pareti di roccia grigia e porosa che scendono fino al fondo. La caldera è raggiungibile per mezzo di un altro sentiero.

Infine se si sceglie di percorrere il sentiero che circonda la bocca vulcanica, si può fare l'intero giro dell'orlo del cratere giungendo ad un altro punto panoramico dove si possono osservare il Lago d'Averno, la punta dell'Epitaffio e si scorge la sagoma dell'Isola d'Ischia.

La Flora unica dell'Oasi di Monte Nuovo

Per il lungo periodo di inattività, l'Oasi naturalistica di Monte Nuovo ha subito forti cambiamenti paesaggistici. Il paesaggio vulcanico, infatti, si è arricchito di differenti tipologie di flora, grazie a differenze geologiche e di umidità dei vari microclimi presenti sulle pendici di questo vulcano e nel suo cratere.

Oltre alla già citata pineta, si riscontrano varie zone. All'esterno del cratere, crescono piante appartenenti a zone steppiche caratterizzate dalla presenza di graminacee e arbusti bassi come la Ginestra, l'Erica arborea e varie altre specie arbustive e spinose.

Queste zone secche lasciano poi il posto a una zona intermedia leggermente più umida, caratterizzata dalla presenza di Lecci ed esemplari di Roverella misti ad arbusti come il Lentisco e il Mirto e piante basse come Orchidee selvatiche, Asparago e Finocchietto selvatico.

Infine nella bocca vulcanica, dove il microclima diventa decisamente più umido, notiamo anche la presenza di specie boschive come il Castagno, la Felce aquilina e strati di muschio. Di tanto in tanto si riscontrano piante di Fico, Melograno e Carrubo. Le specie di Eucalipto invece, non fanno parte delle piante endemiche della macchia mediterranea ma sono state impiantate dall'uomo.

Le cose più importanti da sapere sull’Oasi di Monte Nuovo

L'edificio vulcanico di Monte Nuovo sorse tra boati e terremoti nella notte del 29 Settembre del 1538.

In quelle ore si aprì dapprima una voragine dalla quale salivano lingue di fuoco e lapilli dove un tempo c'era l'antico villaggio archeologico di Tripergole, tra il Lago Lucrino e il Lago d'Averno. Poi lapilli e ceneri si mischiavano ad acque sorgive e sulfuree per la presenza di una falda freatica intaccata dall'eruzione.

Il materiale eruttivo che si accumulò in quella notte fu tanto da formare una collina di 140 metri di altezza. Era solo l'inizio dell'emergere del Monte Nuovo che continuò per altri sei giorni accompagnato da un forte bradisismo ascendente che causò profonde modifiche ambientali.

Il mare arretrò lasciando molti pesci a boccheggiare sulla riva, scomparvero ben otto sorgenti d'acqua e andò del tutto distrutto il villaggio medievale di Tripergole i cui pochi resti sparsi si confondono con i massi di roccia presenti sul vulcano.

Tripergole oltre ad essere un villaggio medievale importante per la sua valenza archeologica, comprendeva anche resti della Villa di Cicerone e terme romane grazie alla sua posizione che poggiava inconsapevolmente su quella che sarebbe divenuta una delle decine di bocche vulcaniche dei Campi Flegrei.

Il vicerè Toledo (1532-1553) provò a salvare almeno la zona termale ma servivano ingenti somme di denaro per provare a contrastare le profonde modifiche territoriali, che non gli furono concesse.

Limitazioni

Cose importanti da sapere

  • L'escursione richiede comode scarpe da ginnastica.

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