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Santuario di San Gennaro alla Solfatara, luogo di miracoli

Via S. Gennaro alla Solfatara 8, 80078, Pozzuoli

Durata esperienza: 30min

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Il Santuario di San Gennaro è un antico monumento di culto della zona flegrea.

Sorge nei pressi della Solfatara, nel luogo preciso dove nel 305 Gennaro (vescovo di Benevento) e sei suoi compagni furono decapitati per il martirio.

Perché visitare il Santuario di San Gennaro

La costruzione dell’edificio inizia nel 1574 e si conclude nei 1580. Nello stesso tempo fu edificato accanto alla chiesa il convento dei Frati Minori Cappuccini, i quali oggi ancora lo occupano ed officiano il sacro edificio con cura e zelo.

In un rendiconto sulla diocesi di Pozzuoli inviato dal vescovo Leonardo Vairo al papa nel 1589 (Relatio ad Sacra Limina) si può leggere:

" …La grande et universale devotione delli signori napolitani hanno edificato un nobile et bello monastero de' padri Capuccini sotto la invocatione di detto santo Gianuario, dove officiano con tanta devotione et essemblarità di vita, che piamente si crede che per l'orationi di detti padri sia cessati li terremoti ch’erano tanto grandi et assidui che facevano cascare le case, et davano gran spavento a gli habitanti, et da cinque anni in qua che fu edificato detto monastero non se n’è sentito altro gratia al Signore...”. (D. Ambrasi, A. D’Ambrosio, La Diocesi e i Vescovi di Pozzuoli, Napoli 1990, p.90).

Il primo restauro venne eseguito su progetto dell’architetto Ferdinando Sanfelice e risale al 1701 concludendosi nel 1708, anno in cui la chiesa venne riconsacrata dal vescovo di Pozzuoli Michele Petirro.

L'edificio subisce altri interventi di restauro in seguito ad un incendio nel 1860, ma è nel 1926 che la chiesa viene abbellita ed impreziosita ulteriormente, grazie a vari dipinti di Luigi Tammaro.

L'11 febbraio 1945 il vescovo di Pozzuoli Alfonso Castaldo elevò il santuario a parrocchia dedicata anche ai martiri Festo e Desiderio, e ne affidò le cure ai Frati Minori Cappuccini.

La chiesa è dal 1584 uno dei più famosi luoghi di culto del Santo e meta di devoti pellegrinaggi, per tale motivi merita il nome di santuario.

L'edificio presenta una facciata semplice e un pronao profondo. Sulle pareti si possono ammirare delle lapidi commemorative.

Invece, sul portale del piperno ritroviamo un bassorilievo in marmo del '600 che raffigura il volto di Gesù.

Di notevole interesse risulta la cappella a destra della navata dove si venera la pietra sulla quale (secondo la tradizione) fu decapitato il santo. Nella stessa cappella è presente un busto del santo risalente al XII secolo circa, al quale sono attribuiti eventi prodigiosi.

Curiosità sul Santuario di San Gennaro

  • La festa in onore di San Gennaro cade il 19 settembre. Se ti interessa ascoltare una messa questi sono gli orari:: 11:00 – 12:30 – 18:30 (giorni festivi); 9:00 – 18:30 (giorni feriali).
  • Sulla cappella della navata sono ancora visibili poche macchie del sangue di San Gennaro che nei giorni che precedono l’anniversario della sua decapitazione assumono un colore rosso rubino.
  • Il prodigio più conosciuto avvenne nel 1656 durante il periodo della peste a Pozzuoli. Fu deciso dunque di portare il processione la statua del santo dalla Solfatara all’anfiteatro Flavio, perché mettesse fine alla terribile pestilenza. Durante la processione, apparve una macchia giallastra sul collo del santo, che si ingrandì sempre più fino ad assumere la forma del bubbone pestilenziale che si squarciò improvvisamente emanando nell'aria un odore di bruciato. San Gennaro aveva preso su di sé la peste liberando la popolazione di Pozzuoli dalla pestilenza. La macchia giallastra apparsa all’inizio della processione è visibile ancora oggi.
  • Una leggenda narra che i pirati saraceni, durante il saccheggio della città, tagliarono il naso della statua di San Gennaro. I diversi scultori incaricati di riparare il danno non riuscirono mai a trovarne la soluzione, ma poco tempo dopo un pescatore trovò nella sua rete un pezzettino di marmo somigliante ad un naso. Decise di portarlo in chiesa e il pezzetto di marmo volò da solo dalle mani dell’uomo andando a riposizionarsi miracolosamente al suo posto, sul viso di San Gennaro.

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