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Real Bosco di Capodimonte

Via Miano, 4, 80145 Napoli

Durata visita: 1h  - Accesso gratuito
  • Nessun supporto in lingua straniera

    Supporti in lingua

  • A pagamento e non custodito

    Parcheggio disponibile

  • Attività per bambini

    Adatto ai bambini

  • Senza Barriere

    Senza barriere

  • Abbeveratoio per i cani

    Animali ammessi

Il Real Bosco di Capodimonte è il più grande parco pubblico della città di Napoli, ubicato precisamente nel rione di Capodimonte. Occupa una vasta area della collina su cui sorge ed è annesso all’omonima Reggia. Questa fu residenza reale dei Borbone ma anche dei Bonaparte, dei Murat e dei Savoia. Oggi ospita il Museo Nazionale di Capodimonte.

Perché visitare il Bosco di Capodimonte

Il più grande parco pubblico di Napoli e anche l’ottavo sito museale italiano più visitato. Molti sono i turisti che affollano le stanze del famoso Museo Nazionale di Capodimonte. Questa bella Reggia comprende ancora gli Appartamenti Reali con gli arredi delle famiglie dinastiche che vissero qui e ancora tanti dei loro oggetti come porcellane, sculture e pitture di artisti italiani ed europei oltre ad oggetti di vita quotidiana che regalano, ai più sensibili, un viaggio nel nella storia del XIX secolo.

Il parco si estende per una superficie di circa 124 ettari, delimitati per una parte del perimetro, da una cinta muraria dell’800. L’accesso al grandioso parco è consentito attraverso tre ingressi: la Porta di Mezzo è l’ingresso principale ma vi sono anche la Porta di Miano e la Porta di Santa Maria dei Monti. La vasta area si articola in cinque viali principali da cui si diramano strade laterali e bivi che conducono ad aree e giardini nonché alle diverse strutture ed edifici che il parco ospita. Tra queste vi sono: il Museo di Capodimonte, le Scuderie dei Carabinieri, la Chiesa di San Gennaro e Palazzo Palazziotti.

Polmone verde metropolitano, fu voluto come riserva di caccia dei Borbone ed ospitava, quindi, un vero e proprio bosco, di cui conserva ancora le dimensioni. Trasformato in giardino all’inglese, è un luogo perfetto per una boccata d’aria fresca e pulita grazie alla moltitudine di piante che ancora oggi costituiscono il parco. Molti vi si recano per praticare sport come corsa, jogging ed esercizi fisici all’aria aperta. Altri godono del bell’ambiente per fare lunghe passeggiate o per far socializzare i propri cuccioli nei casuali incontri tra cani che avvengono sui prati di alcuni giardini. Bambini e genitori percorrono i viali in bici, mentre altri si godono semplicemente la pace boschiva sulle panchine o con tradizionali picnic sui manti erbosi.

Le diverse destinazioni d’uso del parco

Il parco del Bosco di Capodimonte nacque come riserva di caccia e divenne un parco pubblico quindi conserva le caratteristiche dell’uno e dell’altro tipo. Anzitutto era un bosco. Questo è ancora evidente non solo per la sua estensione ma anche per la presenza di alberi secolari quali Querce, Lecci, Olmi, Tigli e Castagni che costituiscono una corposa e fitta vegetazione che contrasta i raggi del sole e crea la tipica atmosfera boschiva. Un tempo, tra i loro rami, si incontravano tortore, beccafichi, fagiani lepri, conigli e cervi che costituivano la selvaggina per le battute di caccia reali.

Al di sotto di questi alberi vi sono piccole plantule degli stessi alberi e cespugli di Pungitopo, Muschi e qualche fungo che, nei periodi autunnali, conferiscono i tipici colori e profumi del bosco. Percorrendo questa parte del parco, infatti, quasi ci si dimentica di trovarsi nella città metropolitana di Napoli.

Quando nel XIX secolo, la riserva di caccia doveva esser trasformata secondo la moda del giardino inglese, venne reclutato il miglior botanico del tempo, nonché direttore dell’Orto Botanico, Denhardt. Egli conferì al parco un aspetto più “romantico” e, anche se lasciò una parte del bosco, arricchì il parco di specie arboree esotiche come si nota soprattutto nei giardini del Museo. Un grande Spianato dalla conformazione a ventaglio, dove si trovano diverse tipologie di palme come le Palme delle Canarie, la Washingtonia, Phoenix reclinata, Chamaerops humilis, Livistona chinensis e Cycas.

Le cose più importanti da sapere sul Bosco di Capodimonte

L’escursione al Bosco di Capodimonte non è difficile. L’unica difficoltà può riscontrarsi nel percorrere l’intera superficie perché è molto ampio. Non vi sono pericoli per i bambini e i sentieri di strada battuta possono essere percorsi anche in carrozzina.

Curiosità sul Bosco di Capodimonte

Il complesso del Bosco di Capodimonte, fu voluto già dal 1735 dal re Carlo III di Spagna in virtù della sua passione per le attività venatorie. L’opera fu condotta dall’architetto Ferdinando Sanfelice, che si occupò del parco, della reggia e di comprendere all’interno del complesso anche delle zone panoramiche su Posillipo, San Martino e verso il Vesuvio. 

Sotto Ferdinando I Delle Due Sicilie, il parco prese il valore di parco pubblico perché venne concesso l’accesso ai cittadini due volte l’anno, durante le feste religiose per consentire il passaggio verso il confinante Eremo dei Camaldoli.

Dopo la Guerra tra il 1966 e il 1967, viene restaurato e aperto al pubblico in occasione dell’inaugurazione del Museo Nazionale di Capodimonte.

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