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Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Piazza Museo 19, 80135, Napoli

Durata visita: 2h


Costo a partire da 10,00€

  • Guida in inglese

    Supporti in lingua

  • A pagamento e custodito

    Parcheggio disponibile

  • Attività per bambini

    Adatto ai bambini

  • Senza Barriere

    Senza barriere

  • Animali non ammessi

    Animali ammessi

Tra i più importanti musei del mondo e tra gli enti museali italiani più ricchi in esposizione, spicca senz'ombra di dubbio, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il MANN. L'edificio si sviluppa su una superficie espositiva di ben 12650 m², custodendo collezioni e reperti archeologici che vanno dall'epoca preistorica fino a quella tardo-romana, arricchiti altresì, dalle collezioni appartenute alle più altolocate famiglie nobili, oltre che le collezioni pompeiane e quella dell'antico Egitto.

Perché visitare il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è il più ricco ente museale della città la cui esposizione viene ospitata in uno tra i più interessanti palazzi monumentali partenopei che sorge, tra l'altro, sull'antica necropoli della città greca di Neapolis. Si tratta di un prestigioso edificio che, con la sua ricchezza, affascina e sorprende piacevolmente i suoi visitatori.

È un luogo davvero molto interessante che si presta bene sia ad una visita con amici sia ad una piacevole giornata in famiglia in cui, grazie alle indicazioni e ai tabelloni espositivi, grandi e piccini possono apprendere molto sulla propria storia e sul più lontano passato.

Le esposizioni del MANN e i vari spazi del Museo

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ospita numerose e interessantissime collezioni organizzate ed esposte in varie sezioni interne ed una esterna all'edificio.

La Stazione Neapolis all'esterno

Sottostante l'edificio museale vi è la necropoli della città greca di Neapolis che coincide con la stazione metropolitana di Museo. L'accesso a questa sezione è gratuita. Custodisce tutti i reperti archeologici rinvenuti durante i lavori di scavo della Linea 1, davvero numerosi e molto interessanti.

Vi sono tracce preistoriche di un terreno coltivato durante il IV millennio a.C., conservate perfettamente grazie ad un'eruzione vulcanica flegrea che ne ha conservati intatti i resti sotto una spessa coltre di cenere vulcanica.

Dal vasellame e manufatti di epoca greca, resti architettonici di epoca romana come capitelli, colonne e sculture, vestigia di fortificazioni e i resti di una fontana di epoca bizantina, fino a reperti che risalgono alla dominazione spagnola.

Il Piano Terra

L'ingresso vero e proprio dell'edificio si trova al Pianoterra dove sono esposte varie collezioni.

La Collezione Farnese, che ospita reperti archeologici di Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. Egli collezionò gemme, ritratti e sculture che risalgono a partire dal XVI secolo.

La collezione è esposta nelle sale e gallerie dalla 1 alla 29, disposte intorno al cortile orientale del pianterreno. Qui è possibile osservare un labrum (grande vasca ornamentale di epoca romana), di porfido rosso sita al centro del cortile.

Un'altra collezione è quella pompeiana. Disposta intorno al cortile occidentale, comprende calchi pompeiani ma anche sculture provenienti non solo dalle città vesuviane, come la riproduzione romana del Doriforo che fu rinvenuto proprio a Pompei, ma anche opere che provengono dall'area flegrea e dall'antica città di Capua.

Il seminterrato

Dal piano terra, a destra dello scalone principale, si può accedere al Seminterrato. Qui troviamo la Collezione egizia, appartenente ad una delle più antiche collezioni europee ci è pervenuta grazie all'interesse che la famiglia Borgia, sua prima e legittima proprietaria, aveva dell'Antico Egitto. Ad essa appartengono statue ed oggetti di carattere funerario e magico-religioso. Ad arricchire questa sezione è anche la collezione della famiglia Picchianti, un viaggiatore veneto che raccolse, durante i suoi viaggi in Egitto numerosi reperti funerari come: mummie, canopi, sarcofagi, specchi, sandali e vasi cosmetici. Egli vendette i suoi ritrovamenti al British Museum e al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Alla collezione della famiglia Farnese, apparteneva, invece, un naoforo (tipo di scultura egiziana) che rappresenta il reperto più antico della collezione egizia.

Altra collezione presente nel seminterrato è quella epigrafica, costituita da una raccolta di circa 2000 scritti in greco, latino e dialetti italici che facevano parte di collezioni di diverse famiglie tra cui quella Farnese ereditata dal Carlo di Borbone e dei Borgia, acquistata invece da Gioacchino Murat.

Il Piano Ammezzato

Salendo al Piano Terra attraverso lo scalone principale, prima di salire fino al Primo piano, ci si trova in un'altra parte del Museo, il Piano Ammezzato. Qui continuano le esposizioni di ben altre tre sezioni espositive.

Mosaici - Casa del Fauno, sezione che si trova sulla sinistra dello scalone principale. Si tratta di un'esposizione di bellissimi mosaici, da una parte sono collezionati quelli provenienti da Pompei ed Ercolano, ospitati nelle sale dalla 57 alla 59 e nella 64, dall'altra parte invece, nelle sale 60, 61 e 63 sono esposti mosaici provenienti specificamente dalla Casa del Fauno di Pompei e un'originale scultura bronzea del Fauno danzante.

Le sezioni espositive non finiscono qui! C'è anche quella del cosiddetto Gabinetto Segreto. Alla fine della sezione dei Mosaici, nelle sale 62 e 65, vi è questa particolare sezione, chiamata così dalla famiglia Borbone, a cui apparteneva. Si tratta di una mostra di oggetti a carattere erotico, proveniente dalle città di Pompei ed Ercolano.

Sul lato destro dello scalone, al piano ammezzato, si trova invece la sezione Numismatica che, seguendo un rigido ordine cronologico, espone monete che risalgono dal periodo della Magne Grecia, fino a quello del regno delle Due Sicilie.

Il Primo Piano

Accedendo al Primo Piano, salendo lo scalone principale del Museo per intero, si giunge, infine, ad altre quattro sezioni espositive.

La prima sezione è il Salone della Meridiana, un tempo chiamato Gran Salone, un enorme salone seicentesco con enormi porte-finestre. Lungo le pareti della sala sono esposti quadri ottocenteschi in stile pompier e tele del pittore genovese Draghi.

Nella seconda sezione troviamo la Collezione pompeiana. Dal Salone della Meridiana, si accede ai vari spazi che ospitano gli oggetti della collezione. Qui, nelle gallerie e sale del cortile orientale al primo piano, sono esposti numerosi reperti come avori, vetri, affreschi, vasellame, argenti, reperti del Tempio di Iside e un plastico di Pompei che ritrae l'antica città romana in tutti i suoi particolari.

Poi c'è il Settore Topografico di Napoli antica, un percorso cronologico di oggetti risalenti alle antiche civiltà degli Etruschi ed Italici in Campania e della Magna Grecia.

Più avanti è possibile visitare il Settore Topografico di Pithekoussai- Preistoria e Protostoria, percorso cronologico che va dalla Preistoria e percorre l'Età Eneolitica, del Bronzo, del Ferro, Cuma, Pithecusae (antico nome dell'isola di Ischia), Neapolis, fino ai ritrovamenti della Villa dei Papiri.

Giardini storici

Internamente all'edificio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, vi sono anche due giardini che si sviluppano nei due cortili al lati dell'ingresso principale: rispettivamente il cortile orientale e quello occidentale. In particolare, in quello orientale, è stato ricostruito un tipico giardino di epoca romana con il pergolato, viti, rose e sculture.

L'archivio e la biblioteca

In questi spazi sono conservati fascicoli, disegni, volumi, manoscritti relativi al museo e riviste specialistiche di archeologia, numismatica ed ogni altro volume e pubblicazione relativa al Museo.

Un'altra area fondamentale anche se non vi è consentito l'accesso ai visitatori è costituita dai depositi presenti all'interno dell'edificio. Qui vengono collocati numerosi pezzi di vario venere ed opere d'arte, in attesa di essere restaurati.

Le cose più importanti da sapere sul Museo Archeologico di Napoli

Mostre ed eventi, organizzate all'interno del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono elencate sul sito del museo. È consentito fotografare i reperti per uso privato, senza flash, cavalletti e aste telescopiche. Le foto professionali devono essere autorizzate dalla Direzione del Museo. Nel Museo sono state eliminate tutte le barriere architettoniche che potrebbero limitare la possibilità di spostamento autonomo da parte dei visitatori portatori di disabilità motorie. Rampe ed ascensori consentono quindi una piena e libera fruizione degli spazi museali per tutti i visitatori.

Sedie a rotelle e tablet con videoguida LIS disponibili presso l'info point.

Itinerari e laboratori tattili per non vedenti e ipovedenti su prenotazione a cura del personale specializzato dell'accoglienza e valorizzazione del Museo.

Cenni storici del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Grazie al re Carlo III di Borbone, possiamo visitare oggi le magnifiche collezioni ospitate ed esposte all'interno del Museo. Il re promosse, infatti, l'esplorazione delle città vesuviane sepolte dall'eruzione del 79 d.C. e volle la realizzazione in città di un Museo Farnesiano, ove potesse trasferire parte della ricca collezione ereditata dalla madre Elisabetta Farnese.

In realtà l'edificio esisteva già intorno al 1500 come caserma di cavalleria. Fu poi denominato e riqualificato come Palazzo degli Studi, sede dell'Università fino al 1777, quando il re Ferdinando IV di Borbone, riunì, all'interno del palazzo, i due nuclei della Collezione Farnese e della raccolta di reperti vesuviani.

Dal 1777 l'edificio fu interessato da una lunga fase di lavori di ristrutturazione e progetti di ampliamento, affidati agli architetti F. Fuga e P. Schiantarelli e nel 1816 assunse la denominazione di Real Museo Borbonico. Concepito come Museo universale, ospitava inizialmente, istituti e laboratori (come la Real Biblioteca, l'Accademia del Disegno, l'Officina dei Papiri ecc…), successivamente trasferiti in altre sedi.

Le collezioni del Museo, divenuto Nazionale nel 1860, si sono poi arricchite grazie all'acquisizione di reperti provenienti dagli scavi campani e del Meridione e dal collezionismo delle famiglie nobili.

Facilitazioni

Prezzi e scontistica

  • 2 € Biglietto ridotto young
  • 5 € per titolari di Artecard (dopo aver esaurito gli ingressi gratuiti)
  • 5 € per accompagnatore di abbonato OpenMANN
  • 8 € con convenzioni in corso
  • Biglietto gratuito per cittadini sotto i 18 anni della Comunità Europea ed extracomunitari, personale docente italiano della scuola di ruolo o con contratto a termine dietro esibizione di idonea attestazione rilasciata dalle istituzioni scolastiche, che dimostri la docenza nell'anno in corso
  • Biglietto gratuito per persone con disabilità

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