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Lungomare di Pozzuoli: Yalta, Pertini, Via Napoli

Lungomare Pertini 1, 80078, Pozzuoli

Durata visita: 1h  - Accesso gratuito
  • Nessun supporto in lingua straniera

    Supporti in lingua

  • A pagamento e custodito

    Parcheggio disponibile

  • Non adatto ai bambini

    Adatto ai bambini

  • Con barriere

    Senza barriere

  • Animali non ammessi

    Animali ammessi

Possiamo indicare come "Lungomare di Pozzuoli" l'insieme delle strade che comprende il Lungomare Yalta, il Lungomare Pertini e l'inizio della lunghissima Via Napoli.

Il Lungomare Yalta è il marciapiede pedonale sul mare, con Lungomare Pertini si indica la strada a doppio senso parallela a Lungomare Yalta, ma più interna, mentre Corso Umberto è la strada parallela posteriore interessata dalla Ztl dove si trovano negozi e pub dove poter trascorrere piacevoli serate con gli amici.

In corrispondenza del Lungomare Yalta, è visibile il tratto di litorale emerso in seguito alle crisi bradisismiche del 1970 e del 1982.

Una tipica passeggiata su Via Napoli

La passeggiata inizia di solito in via Giacomo Matteotti, lì troviamo il monumento ai caduti della grande guerra, la chiesa di Gesù e Maria detta di S.Vincenzo Ferrer, edificata nella prima metà del XVI secolo, spesso scelta per i matrimoni per la sua magnifica vista. Dalla chiesa di S.Vincenzo Ferrer, attraverso le scale si arriva alla Passeggiata di San Vincenzo, zona pedonale da dove è ben visibile il Rione Terra, meno affollata rispetto al resto del Lungomare, quindi adatta per gli amanti del relax.

Passeggiando in direzione del Lungomare Pertini poi si arriva alla zona indicata come Via Napoli. Piena di locali, è uno dei centri della movida dove è possibile stare in compagnia osservando il meraviglioso Golfo di Pozzuoli.

Monumento ai Caduti

Questo monumento venne realizzato nei pressi di Porta Napoli per commemorare i soldati puteolani caduti durante la Prima Guerra Mondiale.

Caratterizzato da una parte superiore distribuita in tre spazi di cui quello centrale sorregge una grande lapide di marmo che riporta la scritta "Forti nelle vita, epici sulle alpi e sul mare. nella storia eterni, pozzuoli madre, superba di essi e memore".

Due frontoni laterali riportano i nominativi dei puteolani che hanno perso la vita nel conflitto del 24 maggio 1915 e il 4 novembre 1918, con al di sotto una daga (tipo di arma preistorica) sovrastata da uno scudo stilizzato dove è possibile leggere in numeri romani la data di inizio e fine della guerra.

Ogni parte del monumento è divisa da un fascio littorio (fascio di verghe di betulla legate da nastri di cuoio) su cui troviamo un'ascia. Sulla sommità del monumento vediamo due aquile con ali spiegate che reggono due scudi, uno con sette teste di gallo simbolo della città di Pozzuoli e l'altro con un fascio littorio simbolo dello Stato Italiano.

Il monumento sembra quasi nascere dalle acque che sgorgano dalle due fonti alle estremità decorate dai due Fiumi Sacri della Patria rappresentati come divinità scolpite sdraiate e protese come per proteggere il monumento: l'Isonzo a sinistra, assopito per il sangue versato in battaglia, e il Piave a destra, che indica fiero la via della Vittoria ai combattenti. Questa struttura viene considerata simile al Vittoriano di Roma alle cui estremità sono poste due fontane rappresentanti il mare Adriatico e il Mar Tirreno. Con la fine del fascismo alcune delle scuri vennero troncate.

Chiesa di Gesù e Maria detta di S.Vincenzo Ferrer

La Chiesa fu costruita nel 1509 come convento dei Domenicani di San Pietro con l'annessa Chiesa di Gesù e Maria. Nel '700 fu ampliata e arricchita con altari in marmo, stucchi decorativi e pavimenti in maiolica.

Nel 1807 con la soppressione dei Domenicani la Chiesa di Gesù e Maria detta di S.Vincenzo Ferrer passò al clero diocesano. In seguito, nel 1847, per volere del canonico Isidoro Di Costanzo fu introdotto il culto di San Vincenzo Ferrer, con un trittico maiolicato a lui dedicato collocato sulla parete che da su Corso Matteotti, raffigurante al centro la Crocifissione, a destra l'Apoteosi di San Vincenzo Ferrer con la veduta di Pozzuoli sullo sfondo e a sinistra la Madonna del Rosario.

Nel 1949 la chiesa diventò una parrocchia intitolata al SS. Rosario e San Vincenzo Ferrer. Purtroppo l'edificio nel 1970, e poi nel 1983-1987 fu danneggiato dal Bradisismo ed abbandonato.

La Chiesa è caratterizzata da una facciata esterna molto semplice, con pianta a croce latina. La Cappelle laterali sono state costruite nella seconda metà del '700. La navata principale è coperta da una volta a botte decorata a stucco con motivi geometrici, prestigiosi sono anche i decori della cupola centrale e della seconda cappella sulla destra. Da vedere sono i cartigli (elementi decorativi) ispirati all'architettura barocca posti sulle chiavi degli archi delle cappelle.

Il Monte Olibano

Alle spalle del Lungomare Pertini troviamo il rilievo del Monte Olibano, detto "duomo dell'Accademia", poichè lì si trova l'Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Tale monte, praticamente privo di vegetazione, fu detto "Olibano", nome di derivazione greca, che sta ad indicare la sterilità del luogo.

Dalla strada è visibile questo rilievo di circa 150 m di altezza, costituito da lava dura di composizione trachitica. E' uno dei rari esempi dell'attività effusiva dei Campi Flegrei. In questo caso si è avuta una lenta risalita di magma viscoso, povero in gas, che non avendo la capacità di fluire si è "accresciuto" su se stesso. In alto si vede la roccia lapidea con frequenti superfici di distacco di grossi blocchi di lava.

La roccia trachitica del Monte Olibano è stata da sempre molto utilizzata come materiale da costruzione. In età romana l'impiego prevalente era per pavimentazioni stradali e una cava di sommità è ricordata da Svetonio. Nei secoli lo sfruttamento è continuato ed una delle cave, quella sul fianco del colle verso Pozzuoli, fu chiamata "Petriera" e la pietra qui estratta fu chiamata "la pietra di Pozzuoli": espressione da cui forse è derivato il toponimo di "La Pietra" per il tratto di costa tra Pozzuoli e Bagnoli.

Via Napoli, da Pozzuoli a Bagnoli

Via Napoli include, nell'immaginario della gente del luogo, il Lungomare Yalta e il Lungomare Pertini, ma in realtà va dalla zona detta Gerolomini, dove sono le Terme Puteolane fino a Piazza Bagnoli dove inizia Via Coroglio.

Terme Puteolane

Fondate nel 1930, le Terme Puteolane erano un importantissimo edificio storico di Pozzuoli, che ha resistito alla Prima Guerra Mondiale, e al bradisismo della zona, ed è stato ristrutturato varie volte, l'ultima negli anni 80, fino al Crollo del Solaio.

Le Terme Puteolane sono state uno splendido hotel che un tempo ha ospitato personaggi famosi come Totò e Eduardo de Filippo, che vi si recavano per passare il loro tempo libero. Anche alcuni presidenti della Repubblica e il principe Umberto II di Savoia sono stati qui. Si dice che la stessa Sophia Loren, in giovane età amasse curiosare qui intorno per avvicinarsi alla vita mondana prima del suo successo.

La zona, fin dai tempi dei Romani era sede di stazioni termali, in età medievale era possibile trovare un vero e proprio stabilimento.

Negli anni 30 poi fu costruito dall'architetto Federico Sabino l'edificio che vediamo oggi, per volere di Crescenzo d'Alicandro.

Le Terme Puteolane, oltre che per la bellezza dell'edificio, offrono anche uno splendido panorama che rendeva il soggiorno qui unico, da qui infatti in lontananza è possibile scorgere il Rione Terra, altra zona storica di Pozzuoli.

Rimaste attive fino a qualche anno fa, le terme ospitavano infatti un centro benessere. L'area interna è utilizzata oggi come parcheggio privato e non è possibile accedere all'edificio poichè è proprietà privata.

Terme popolari o Balneum Sant'Anastasie

Gli abitanti del posto si sono ricordati che sul Lungomare Pertini, in corrispondenza della parallela (Corso Umberto I, 65) erano nascoste delle fonti d'acqua termale sottomarine. Così hanno rimosso i residui di lavorazione dell'industria pesante dell'Italsider, detti "loppa", e scoperto una fonte di acqua termale che arriva circa a 80 gradi. Hanno formato tre piscine di differenti temperature utilizzando grossi sassi d'origine vulcanica: calda, tiepida e fredda e hanno creato delle sedute poggiando delle lunghe tavole di legno contro gli scogli più grossi grazie alle quali si evita il contatto diretto con i sassi bollenti che giacciono sul fondo.

Insomma un paradiso termale scoperto e ripulito dagli stessi puteolani, che con piccone e tanta forza di volontà hanno rimosso la cosìdetta "loppa", e riportato alla luce una meravigliosa fonte d'acqua termale.

Storia dei mille nomi

La zona era chiamata "'ngopp a loppa", per la presenza degli scarti rocciosi dell'Italsider di Bagnoli. Dopo il gemellaggio con la cittadina russa di Yalta, il lungomare fu dedicato al paese sovietico. Oggi è Sandro Pertini che da il nome al lungomare, ma per tutti i puteolani questa strada è da sempre "Via Napoli", il collegamento tra Pozzuoli ed il capoluogo campano.

I cartelli dell'amore di Pozzuoli

Sul lungomare di Pozzuoli, così come in altri punti panoramici della città, sono stati installati i famosi cartelli "Kiss Please", la cui dicitura è stata sostituita da una serie di frasi d'amore che rendono ancora più suggestivo l'invito a baciarsi. Uno di questi lo ritroviamo proprio alla fine della Passeggiata di San Vincenzo, il cui sfondo con le onde del mare che si infrangono sugli scogli, rende l'atmosfera ancora più romantica.

Questa dolce iniziativa è un modo orginale per valorizzare il territorio e invogliare i passanti e i visitatori a godersi con più attenzione e calma le bellezze del posto.

 

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