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I due scogli fratelli a Vietri sul Mare

Vietri sul Mare

Durata visita: 8h  - Accesso gratuito
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La spiaggia di Vietri termina con lo scoglio dei due fratelli, detti anche i Faraglioni di Vietri.

I due enormi scogli, molto simili tra loro, quasi da sembrare gemelli si trovano tra il mare e la costa al limite dello scalo marittimo di Salerno. Sono il simbolo di Vietri come insieme le sue ceramiche e sono legati a due leggende.

Vietri sul mare e le sue ceramiche

Vietri si trova a ridosso della valle di Bomea, è la prima città che si incontra prima di Salerno venendo da Napoli, ed è famosa per l'arte della fabbricazione della ceramica. Nel 1997, il paese riconoscibile dai gruppi di case aggrappati a bastioni di rocce calcaree a precipizio sul mare e dalle fabbriche di ceramiche che arricchiscono di colori il paesaggio, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità.

Nel 1943, quando Salerno fu capitale d'Italia, il re si stabilì a Villa Guariglia, oggi sede del museo delle ceramiche.

La lavorazione delle ceramiche si sviluppa al cavallo tra il VI e il V secolo a.C. grazie alla presenza di numerose cave a nord est di Salerno. Le prime testimonianze storiche relative alle produzioni di ceramica vietrese risalgono al XIV secolo d.C e sono principalmente a carattere votivo.

Alle piccole fabbriche di Vietri è affidato il compito di trasmettere ai posteri una tradizione che esiste da sempre.

Agli inizi del 1920, maestranze di artisti stranieri e locali si sono fuse creando nuove forme geometriche con animali e elementi della natura stilizzati. Le forme innovative delle ceramiche di Vietri, grazie ai meravigliosi colori, sembrano prendere vita e e sono da allora considerate classiche manifatture del territorio.

Gli scogli e I pastori innamorati

La prima leggenda legata ai Faraglioni di Vietri, narra di due fratelli pastori, innamorati a prima vista di una bellissima fanciulla che nuotava nelle acque di Vietri. Mentre nuotava e venne sorpresa da una forte tempesta e i giovani, che si trovavano sulla spiaggia, subito si tuffarono in mare nel tentativo di salvarla. Non riuscirono purtroppo nell'impresa e annegarono entrambi nel tentativo di salvare la fanciulla.

Non sapevano che la fanciulla non aveva alcun bisogno di essere salvata perché sarebbe rimasta illesa: era infatti figlia di Poseidone, il dio del mare.

La fanciulla, colpita dal gesto eroico, trasformò i corpi dei due giovani valorosi nei due scogli che vegliano da sempre sui bagnanti.

Gli scogli e I saraceni alla conquista di Salerno

La seconda leggenda degli scogli dei due fratelli è legata al sanguinario assedio di Salerno da parte dei pirati saraceni. Poiché gli uomini di entrambi le fazioni erano stremati si decise di far sfidare i soldati più valorosi di entrambe le fazioni: il conte Umfredo dei Landolfi per Salerno e il principe Rajan per i saraceni. Combatterono a lungo e arrivarono fino alla spiaggia di Vietri.

Stanchi e sfiniti, durante una tregua si appoggiarono sui due scogli. In quel momento un enorme onda li travolse e, mentre venivano trascinati dall'acqua a causa dell'armatura e della stanchezza, notarono che portavano addosso lo stesso stemma. Capirono durante il loro ultimo respiro di aver combattuto entrambi contro il proprio fratello, da cui erano separati da molto tempo.

In onore di quel dramma familiare, gli scogli su cui si appoggiarono vennero chiamati i "Due Fratelli".

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